VECCHIO PORTONE ESTERNO DA BUTTARE O SPLENDIDA PORTA ANTICA INTERNA?

Tempo fa un mio cliente mi portò in montagna, sopra Pavullo, a vedere la Sua splendida casa antica:era di suo nonno e risaliva al seicento, si dice che fosse un convento in origine.

Mi fece vedere diverse cose, pareti in sasso di fiume, nicchie e qualche portone vecchissimo, oltre a vecchie travi.

La cantina sotto alla casa, con ancora il pavimento in terra, era chiusa da un portone antico, probabilmente anche quello del Seicento; era molto rovinato, anzi distrutto… era già stato riparato in basso alla meglio, con delle vecchie tavole, inchiodate grossolanamente, proprio lì dove l’acqua ci scorreva sotto e lo aveva consumato. Dissi al mio cliente che si poteva salvare e sarebbe divenuto una splendida porta interna, magari del bagno.

Con un pizzico di scetticismo, ma mi credette…

Altre foto e notizie dell’intervento potrete leggerle nella pagina Portone antico di cantina arreda interni 

L’articolo è stato pubblicato sul web magazine Siamodonne.it

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DA PORTONE ANTICO DI UNA STALLA A PORTA INTERNA SHABBY PER LA CUCINA(ALTRE FOTO IN SHABBY 015)

Un portone da stalla? No la porta Shabby della cucina!

Era un vecchio portone di una cantina o di una stalla, uno di quelli che molto spesso erano presenti nella case di campagna, molto vecchio, messo male; la mia cliente Ombretta, mi chiese se in Shabby Chic poteva diventare carino e, visto che di porte e portoni vecchi ed antichi finiti in Shabby ne faccio molti, dopo averlo esaminato bene, Le dissi che sicuramente con la finitura Shabby chiara sarebbe stato molto arredativo e Le feci il preventivo mirato e completo di tutto, dimostrandoLe anche che non avrebbe speso molto.
Mi dette fiducia e mi misi subito al lavoro; dapprima un decapaggio per rimuovere tutte le verniciature pregresse e senza usare alcuna sostanza tossica, poi la falegnameria rifacendo tutte le parti rotte o mancanti e un trattamento antitarlo atossico con sostanze naturali.
Cominciai poi, con le terre, a realizzare il colore e glielo sottoposi; un bianco scaldato da un pò di rossetto inglese e dall’ocra gialla. Avuto l’OK cominciai a laccare, a mano, solo a pennello come al solito, tante mani! Alla fine dopo l’asciugatura dell’idropittura naturale, montai tutta la ferramenta originale ed autentica e cerai il tutto con cera d’api vergine.
Ombretta ne è rimasta felice, non Vi dico i complimenti…
Pertanto accettate un consiglio affettuoso ed una preghiera, non buttate porte e portoni vecchi ed antichi, possono essere usati di nuovo come porte restaurandoli, oppure riusati in altri modi(testiere di letti, o al posto di un quadro a parete per esempio…). Porte e Portoni Vecchi ed Antichi restaurati e  magari finiti come questo in Shabby Chic, senza spendere molto, diventano deliziosi ed esclusivi!

Se vorrete vedere altre immagini e notizie le troverete nella pagina Portone vecchio diventa portone shabby

ARTICOLO APPARSO SUL WEB MAGAZINE ONLINE SIAMODONNE.IT

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VECCHIO PORTONE ESTERNO DOPO IL RESTAURO E LA FINITURA IN SHABBY CHIC NATURALE(ALTRE FOTO IN SHABBY 015)

Altre foto e notizie le troverete nella pagina Vecchio portone in shabby chic

Portone antico trasformato in shabby chic natural(vista anteriore).

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VECCHIO PORTONE ESTERNO PRIMA DEL RESTAURO E FINITURA IN SHABBY CHIC NATURALE

PORTONE ANTICO PRIMA DELLA TRASFORMAZIONE IN SHABBY CHIC NATURALE

Altre foto le potrete trovare nella pagina Portoni vecchi in shabby

Il portone esterno prima del restauro nella vista anteriore.

Portone esterno trasformato in porta di cucina

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PORTONE ANTICO DOPO IL RESTAURO(ALTRE FOTO IN PORTE LEGNO A VISTA O22)

Il Portone antico restaurato.

Portone antico di stalla restaurato

Altre foto e notizie potrete trovarle nella pagina Portone antico arreda interni

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Portone antico prima del restauro.

Era così prima del restauro

Il portone antico appena portato in laboratorio.

Quando arrivò in negozio fece rabbrividire molte persone, quasi nessuno aveva fiducia potesse diventare una porta arredativa, era malridotto, in pessimo stato, sporco, consumato, io l’avevo già visto, studiato e sapevo che avrebbe meravigliato molti alla fine del restauro. Certo un restauro corposo, consistente, ma sapevo che l’avrei reso elegante, attraente, di classe. Mi misi subito al lavoro, certo ci vollero tanti interventi di falegnameria, ma uno dopo l’altro crebbe, fuoriuscì la sua personalità, dimostrò quello che era stato, uno strumento di protezione importante di una cantina di un antico monastero del ‘ 500 poi diventata abitazione. Quanti intrighi, vicende violente aveva visto! Pensate mi dissero che erano stati chiusi, ma lì una volta c’erano anche dei pozzi “a rasoi“! Quanta pioggia ed ultravioletti lo avevano scolorito, eppure un colore sotto c’era e pian piano da assenti, i colori emersero, sia i cupi che i chiari e la paglietta e la gommalacca avrebbero fatto il resto. Mentre liberavo il legno da ciò che lo nascondeva e non faceva respirare, effluvi diversi emergevano…vino, mosto, ciliegie, cera…aveva assorbito tutto ed ora lo cedeva rammentandomi cosa aveva visto. Allungamenti, allargamenti, gli incollaggi, le pezze tante, ma stava diventando oggetto di arredamento, quasi una porta. Ed ancora tante tante patinature dopo le mordenzature e spagliettature, rifissaggio dei catenacci, delle piane, degli incontri, stuccature basse, ferle piantate ed acciaccate, ceratura copiosa con cera d’api vergine disciolta senza solventi tossici e lucidatura a mano con panni di lana, null’altro. Il resto lo potete desumere e vedere dalle foto, grande risultato e soddisfazione personale e tanti apprezzamenti finali.

SE VORRETE VEDERE ALTRE FOTO O AVERE ALTRE INFORMAZIONI SU QUESTO INTERVENTO POTRETE VEDERLE NELLA GALLERIA Antico portone di cantina

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Un’immagine del negozio

Foto Interno negozio Portantica

Foto Interno del negozio di  Portantica

Una foto che mostra l’interno del negozio con le porte ed i portoni vecchi ed antichi, ante, antine e stipi a muro.

PORTE VECCHIE ED ANTICHE, NON SOLO COME PORTE! PER FARE AMBIENTE…

Porte antiche, perchè arredarci la casa

Chiunque oggi ristruttura(ma anche chi edifica) non si “fa” mancare una porta vecchia o antica, perché?

  1. Molte le ragioni e tutte valide; c’è chi usa la vecchia porta restaurata bene, per dare un tocco di rusticità agli interni.
  2. Chi con una porta antica cerca di rimuovere quella sensazione di nuovo, di perfetto, di appena finito e ristrutturato agli ambienti stessi.
  3. Chi con una bella porta vecchia in castagno tende ad incrementare quel senso di vissuto, di caldo, di antico, di emotivo che una porta nuova non trasmette.
  4. C’è poi chi con la vecchia porta ben restaurata, ed alla luce del riuso creativo e del riutilizzo intelligente, si diverte a realizzare un tavolo, una singolare ed esclusiva testiera di letto, una quinta di separazione tra ambienti, la chiusura di una cabina armadio, il piano di seduta ancorato a muro con catene come una panca, o chi ci arreda una parete, collocando sopra ai divani, in orizzontale, un battente restaurato di un’antico portone.

Moltissimi gli impieghi e sempre più frequenti gli utilizzi inaspettati, creativi, per molti versi deliziosi e singolari! L’importante però è sempre far sì che queste porte vecchie ed antiche o questi portoni vecchi ed antichi, siano restaurati a regola d’arte. Come fossero mobili antichi vanno trattati con attenzione; un’attenzione per loro in quanto oggetti di antiquariato e per Noi, cercando di evitare nei relativi restauri, l’uso di sostanze non naturali, solventi ed altre sostanze tossiche.

Evitando anche che i fori, le fessure o gli squarci(che peraltro debbono restare come segni che denotano il tempo trascorso e l’originalità del manufatto) non vengano chiusi, come fanno spesso restauratori della domenica, con grossolane stuccature invece che con pezze in legno modellate adeguatamente.

Poi Vi dirò… una porta antica interna, in contesto tradizionale o classico, non può in termini di finitura, se legno a vista, che essere finita a gommalacca e cera d’api vergine. Ma vediamone alcune…
Cominciamo dalla foto 1; si tratta del solo battente di una porta, prima del restauro, porta che veniva usata anche come porta esterna (portone).

Fig. 1 e 2

È detta anche Salvator Rosa e prende il nome da questo importante e poliedrico artista del Seicento per via della cornice molto aggettante; della fine del ‘600, tutta in noce nazionale è semplice e sobria, ma elegantissima.

Nella foto 2 vedete la porta completa a due battenti, dopo il restauro e la finitura a sola gommalacca, cera d’api e cera carnauba. Tutti gli interventi (falegnameria, antitarlo e finitura) sono stati eseguiti solo con sostanze naturali ed atossiche. La porta è deliziosa, elegante, lineare, semplice, ma sobria e sarebbe l’ideale come porta di una cucina che da su una sala.

La foto 3 si riferisce ad una piccola porta di un bagno in un sottotetto. In questa ristrutturazione effettuata per miei clienti inglesi, si sono volute salvare e ricollocare, su mio consiglio, tutte le porte originali, ed anche se in pessimo stato, sono state tutte restaurate e riportate a nuova luce.

Foto 3 e 4

Questa della foto 4 era in abete, molto povera e non è stata finita legno a vista, ma laccata a pennello, in tinta avorio con colori naturali, poi anticata, realizzando così il finto sporco e la finta usura del colore. Come elemento di contrasto ho realizzato un filetto a foglia d’oro sulle cornici.

Foto 5 e 6

Le foto 5 e 6 si riferiscono ad una vecchia porta rustica, poverissima, una di quelle che c’erano nelle vecchie case di campagna, in abete, completamente restaurata, finita a gommalacca, che pur nella sua semplicità è una porta di grande forza di arredo! Immaginatela come porta di una cucina o di una dispensa, sarebbe deliziosa, pur nella semplicità.

Pubblicato su: abitareinItalia magazine, Rivista e sito non più disponibili

Restauro: non buttate quel vecchio mobile che avete in soffitta!

Fate lo shabby da soli

 Provate a guardare in soffitta o in cantina! Non
avete un vecchio armadio della mamma o della nonna che non usate e Vi
spiace, ma non sapete proprio dove metterlo in casa tanto è bruttino? Oppure
un mobiletto di…scarso valore, che così com’è, Vi viene voglia di
buttarlo via?! Ebbene si può, con attenzione e con questa finitura,
riportarlo ad un nuovo splendore; si tratta di laccatura artistica(alla
Veneziana per capirci) e di un tocco di anticatura e consumo,di
invecchiamento ed usura, alla maniera del Decapè che adesso và tanto di
moda. La laccatura, come la preparazione, è eseguita tutta interamente a
mano, a pennello, e cosi’ quel finto sporco, che può anche essere dosato a
piacere del cliente. La coloritura è eseguita solo con vernici naturali che
preparo io a base di grassello di calce; la cera è di primissima
qualità, cera d’api e cera carnauba disciolte in un solvente pregiatissimo,
naturale e profumatissimo, come il terpene d’arancio(che si ricava dalla
spremitura delle bucce delle arance). Il resto è tutto impegno ed
esperienza, ma il risultato è pregevole. Con questa finitura si può cambiare
anche il look di una cucina, di qualsiasi mobile, di una porta o di un
portone, di sedie o di un cassettone e realizzare anche una cabina
armadio! Il colore sara’ quello di Vostro piacimento, possibilmente molto chiaro, il
risultato delizioso! Ma veniamo al nostro armadio; una mia cliente  mi
portò questo armadio. Era bruttino, in abete, senza alcun valore
antiquariale, ma per il valore affettivo Le dispiaceva buttarlo via; poi
dovendosi sposare poteva tornare utile,ma non cosi’! Le assicurai che
sarebbe venuto in modo delizioso, stabilimmo il colore ed il tipo di
decorazione nonché il grado di usura, di anticatura ed eccolo…! Non
temete, se vorrete provare, magari con i  prodotti in commercio, potrete
riuscire facilmente. Prendete della vernice ad acqua opaca, uno stencil di Vostro
piacimento(gli stencil sono maschere decorative traforate semplici da
usare), un po’ di tempo, molta pazienza ed una buona manualità. Per
anticarlo, anzichè le terre, servitevi di lucido da scarpe più o meno
scuro. Tutto si può imparare e pertanto non temete, riuscirete facilmente. Vi
sarete divertite, avrete salvato un mobile dall’isola ecologica(??) ed avrete
arredato economicamente! Un saluto Vittorio.

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Restauro: il Riuso e il Riciclo Creativo

IL RIUSO E IL RICICLO CREATIVO 

Riuso di sopraluce antico come testata del letto

Sopraluce antico in ferro riusato come testiera di letto

Mi sono sempre dilettato con slancio e piacere a restaurare di tutto, anche se negli ultimi anni le porte ed i portoni vecchi ed antichi e gli stipi a muro, mi prendono molto, ma ho sempre prestato grande attenzione anche a quelle belle e strane richieste, quelle piu’ singolari e che solo e sempre le donne mi hanno rivolto.

Mi riferisco, per esempio, a quella di un medico mia cliente che un bel giorno mi disse: “Vittorio senti vorrei una testiera per il mio letto, ma non voglio il solito letto comperato, standard, vorrei qualcosa di esclusivo, singolare, diverso dai soliti letti e non vorrei spendere molto.” Le dissi che avrei con orgoglio potuto occuparmene e dopo aver visto la sua bella casa ed aver messo a fuoco l’arredamento e le caratteristiche della camera da letto, cominciai a pensare a come e con cosa realizzare questo letto.

Girando per raccoglitori notai alcuni oggetti ed uno in particolare mi catturò l’attenzione tanto che scartai tutti gli altri! Era un antico sopraluce di un antico portone del ’600 in ferro battuto e fucinato a mano: mi piacque, lo immaginai collocato e me ne innamorai.

Portatolo in bottega cominciai a pulirlo(e non vi dico quanta ruggine ho dovuto togliere!). Lo pulii accuratamente e più lo pulivo più mi prendeva…era stupendo! Riparai alcune rotture e lui si andava affermando. Elegante e ricco con le sue volute, possedeva una bella personalità! Ma anche sobrio con la sua leggerezza. Lo trattai dapprima con un convertitore di ruggine, poi con un’antiruggine ed infine con tre mani di vernice nera lucida.

Preparai alcune staffette in ferro da usare come sostegno dello stesso che fissai a muro con resina e vi collocai il nostro sopraluce, pardon, la nostra testiera da letto.

La cliente ci rimase di sasso…fu letteralmente felice, non si aspettava una cosa del genere! La parete alla quale il sopraluce venne fissato era autentica e realizzata con sassi di fiume e questo contrasto risultò ancora più gradevole.

Ero contento perché avevo salvato un antico sopraluce in ferro che era vissuto per secoli all’esterno, all’aria e all’acqua, che sarebbe finito sicuramente come un rottame di ferro fuso in una fonderia, mentre adesso riviveva in quella nuova vita diversa, singolare, esclusiva ed intima. Era apprezzato e ci si dilungava a parlare di lui, era guardato…era andato oltre il tempo e l’impiego per il quale era nato arredando, strappando sorrisi e rivivendo grazie a noi.

ARTICOLO PUBBLICATO SUL WEB MAGAZINE SIAMODONNE.IT