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COSA VI CONSIGLIO

  • A proposito di consigli gratuiti e di contenuti ” Veri ”  in merito a  Porte e Portoni Vecchi ed Antichi in legno, di seguito ho creato per Voi un promemoria, che oggi si definisce  tutorial(oppure la pagina delle famose FAQ) corredato anche di scritte in rosso cliccabili per vedere attraverso le relative foto(o i significati) ciò di cui parlo. Un memorandum per chi vuole arredare, “ dare sapore ” ad una abitazione, ad un‘appartamento nuovo, o ad una casa vecchia ristrutturata, ed acquistare e collocarvi  anche solo una, Porta vecchia o antica in legno, o un, Portone vecchio o antico in legno, oppure restaurare o ” riusare ” o ristrutturare una porta vecchia o antica e non sa’ come fare a restaurarla (vedi definizione di Wikipedia) o cosa guardare quando l’acquista.
  • Il fine di questo memorandum-tutorial, che aggiornerò spessissimo, è di:
  • offrire e condividere contenuti, aiutando chi, sopratutto se è la prima volta che ne compera una, vorrebbe in casa una vecchia porta country o una porta antica, ma non ha esperienza specifica per comprare al meglio, in modo finalizzato al migliore utilizzo e riuso(a proposito il cosiddetto riuso non è una moda o un’esigenza attuale, da sempre i battenti delle porte antiche venivano riutilizzati vedi enciclopedia dell’arte medioevale Treccani), oltreché al maggiore risparmio, una Porta Vecchia o Antica.
  • inoltre per chi non ha particolari conoscenze di restauro di porte e portoni vecchi ed antichi, per chi non ha mai fatto restaurare alcun oggetto a Portantica, per molte porte restaurate, nelle rispettive gallerie, viene precisato che esiste la disponibilità verbale dei miei clienti a confermare la credibilità e la reputazione tecnica  in riferimento ai restauri eseguiti per le Loro porte e alle vendite di porte e portoni vecchi ed antichi.
  • Se cercate un’argomento o  una parola, digitate quella parola nella casella in alto a destra dove c’è scritto Cerca; il motore interno del sito Vi dirà se quella parola è presente nel sito stesso ed in quale pagina.
  • In HOME, in basso nella pagina, c’è uno slider, cioè un sistema di rotazione delle immagini. Queste immagini sono relative agli ultimi lavori effettuati, presenti anche più ampiamente nelle rispettive gallerie diversificate per tipologia di prodotto.
  • Una nuova pagina: TESTIMONIANZE. Una pagina creata appositamente per chi non conosce Portantica, pagina che verrà progressivamente arricchita da pareri di miei clienti che potranno garantire chi non mi conosce. Ai pareri autentici e reali potrà far seguito un contatto diretto se richiesto, fornendo l’indirizzo email per contatti diretti.
  • SE VORRETE INVIARMI AL MIO INDIRIZZO EMAIL DELLE FOTO RELATIVE ALLE VOSTRE PORTE E PORTONI VECCHI ED ANTICHI, USATI E RIUSATI IN MODO CREATIVO, IMPREVEDIBILE, SIMPATICO O  SINGOLARE VE LE PUBBLICHERO’ !
  • Per rendere leggero, simpatico e meno pesante il viaggio tra consigli e risposte, tutte indirizzate su ‘sti portoni e ‘ste porte e portoni vecchi ed antichi… ed in generale per rendere più fruibile il contenuto specialistico, ogni tanto inserirò un proverbio, o un’aforisma sulle(ahimè direte…)porte e portoni.
  • E con la protezione di Giano, Dio romano delle porte, buona lettura!
  • Quante porte antiche metto in casa mia? Non è necessario collocare in un’appartamento, molte  o tutte porte o portoni vecchi ed antichi. Può bastare un solo Portone antico oppure  una vecchia Porta di casa di campagna per arredare, per dare un’impronta rustica, per dare calore, per evocare il sapore di altri tempi o per creare un violento ed arredativo contrasto col nuovo di tendenza.
  • Se l’opportunità non bussa, costruisci una porta. (Milton Berle)
  • Portoni Esterni all’interno? Negli interni, ormai da parecchio tempo, assieme a porte vecchie ed antiche, e  molto spesso in sostituzione di porte interne, vengono usati e collocati portoni vecchi ed antichi,(ma non solo… e più’ avanti capirete) nati per l’esterno in origine. I Portoni esterni, collocati all ’interno, e con qualsiasi finitura, sono molto arredativi; pertanto se avete un vecchio Portone(anche malmesso) usatelo, ben restaurato e modificato, come porta  della Vs. cucina sara’ delizioso, o come porta in shabby, che dalla cucina chiude la zona tecnica…
  • Quando le porte della percezione si apriranno, tutte le cose appariranno come realmente sono: infinite. (William Blake)
  • Porte Antiche tutte uguali o diverse tra loro? La tendenza che prevedeva unitarietà stilistica ed uguaglianza tra le porte, è stata soppiantata; c’è ancora chi (e fortunato Lui…) ha nella Sua casa sette o otto porte antiche o vecchie, e  tutte uguali, ma molte persone oggi puntano (arredando molto di più e puntando sul contrasto e sulla diversità) ad avere, cercare, restaurare, porte tra loro diverse. Si cercano Porte diverse per finitura, ma anche per misure; un po’ come succedeva una volta. Nelle vecchie case, una volta, la porta della cucina era a  giorno (con vetro) e più piccolina di quella della sala, come pure era piccola quella del bagno e sempre a giorno, mentre più grandina, ed a due battenti, era quella della camera da letto.
  • È inutile sbarrare le porte alle idee: le scavalcano. (Klemens von Metternich)
  • Faccio carteggiare o carteggio a macchina una porta antica? Se trovate una vecchia porta in castagno, fatta a mano da un contadino, non fatela levigare e non levigatela… come per un mobile, i segni  vanno lasciati… quei segni caratterizzano la porta stessa e le lavorazioni manuali praticate per realizzarla. Quei segni, quelle mancanze, saranno, dopo un bel restauro, un valore aggiunto.
  • Ci sono persone che entrano nella tua vita solo per ricordarti di chiudere la porta a chiave più spesso. (alemarsia, Twitter)
  • Una Porta Antica deve essere in noce nazionale? Non necessariamente una porta antica o vecchia deve essere in noce nazionale, anzi…Ovviamente sara’ bellissimo averne una in noce, ma sara’ in generale più costosa di altre.  Anche una povera e vecchia porticina in abete usata, da poche centinaia di euro, se ben restaurata, sia legno a vista che  magari laccata , oppure finita in Shabby Chic, può’ divenire un’ oggetto prezioso ed arredare spendendo poco, oltreché salvandola dalla distruzione.
  • Il cervello è incredibile. Funziona 24 ore per 365 giorni da quando nasci fino a quando ti trovi davanti ad una porta con scritto «spingi».  (Anonimo)
  • Non ho più la chiave della serratura antica come faccio? Nessun problema… la chiave si può rifare modificando un’altra chiave antica o vecchia ed adattandola alla serratura. Io riparo, pulisco, modifico se necessario, e rendo funzionanti anche serrature antichissime. Questa che vedete(cliccando sulla scritta rossa precedente) è stata pulita, aperta, sono stati rimossi i chiodi in ferro, riparata e rinchiodata, oltreché fargli una chiave idonea.
  • Non c’è miglior chiave che la volontà di aprire una porta. (Hasier Agirre)
  • Come vengono fissate a muro? La maggior parte di porte e portoni vecchi ed antichi sono montati direttamente a muro senza controtelaio(ma non tutte); a muro significa che su una porta a due battenti(per esempio), troverete quattro bandelle(vedi punto successivo)in ferro, due per battente, che poggeranno ciascuno su perni da murare. Una volta tali perni venivano murati prima con gesso, per fermarli, poi malta grossolana e  poi intonacati; adesso per accorciare i tempi e ridurre i costi, anziché saldare al perno un pezzo di ferro piatto e murarlo, ci si salda un tondino e il fissaggio a muro avviene, dopo aver forato il muro stesso, con resina chimica(ancorante  chimico).  In questo modo murare i perni di sostegno di una porta vecchia o antica non potete immaginare come sara’ facile e veloce. Più avanti(vedi tipi di porte antiche), Vi illustro gli altri tipi di montaggi.
  • La soluzione è dietro l’angolo, la luce è in fondo al tunnel, la felicità è dietro la porta, oh, mai una cosa che si trovasse dove sto io!  (mlicenza, Twitter)
  • Bandelle(piane o zanche)cosa sono? A seconda delle zone il nome cambia, ma cosa sono? Le porte ed i portoni vecchi ed antichi, se sono ad anta unica, hanno due staffe piatte con un’occhiello(nel quale si infila il perno fissato a muro), se a due battenti ne hanno quattro. Queste staffe una volta, erano fissate sulla porta con chiodi fatti a mano ed acciaccati(ribattuti)dalla parte posteriore, poi nel tempo sono stati sostituiti da viti. Pertanto le bandelle… per semplificare, sono i …cardini; queste bandelle hanno molte forme(a coda di rondine, a giglio, a T, a farfalla, piatte o piane, ecc.). Le più antiche sono forgiate e fucinate a mano, le più recenti sono stampate. Sono importanti  come i bottoni in un bell’abito; in genere erano lasciate col ferro a vista, in qualche caso pero'(nel ‘ 600 per esempio)c’erano bandelle e ferramenta ebanizzata e ne troverete anche di verniciate. Consiglio di pulirle e tirarle a cera, sono un completamento importante per una porta restaurata.
  • Da quando hai preso la porta e te ne sei andato, sto malissimo. Sento come un freddo che mi gela le membra. Potresti restituirmi la porta?  (Egyzia, Twitter)
  • Ed i catenacci? Di catenacci antichi ce ne sono di vari tipi, orizzontali, scorrevoli(cioè verticali), piccoli, grandi e sono tutti fatti a mano, cioè fucinati, forgiati e battuti, pertanto piccole opere d’arte. Vanno puliti, carteggiati finemente, spagliettati e lucidati oltreché lubrificati. Tenere i catenacci ferro a vista è pregevole, completano una porta vecchia dandogli sapore. Ne troverete di belli anche stampati e non fucinati e l’essere stampati(se non sono stati cambiati) dichiarerà la loro età.
  • Quando chiudi una porta, verifica accuratamente di trovarti dalla parte opposta del motivo per cui la chiudi. (bon1z, Twitter)
  • Cos’è il saliscendi di una porta vecchia o di una porta antica? Molte porte vecchie ed antiche non hanno una serratura e molto spesso si chiudono con un catenaccio, inoltre non hanno una maniglia, ma sono dotate di un(si chiamano in modo diverso a seconda della zona geografica) saliscendi, detto anche saltarello, marletta, marlèt, ecc.ecc. Si tratta di un sistema di chiusura tipico delle vecchie porte costituito da una spranghetta di ferro forgiata, imperniata ad un estremo, che abbassandosi ricade e si inserisce in un nasello a gancio infisso nell’altro battente o nello stipite. Alzandosi, si libera dal nasello permettendo l’apertura e dalla parte opposta può essere azionata manualmente. Questo è il sistema originale e caratteristico che fa’ aprire molte porte vecchie ed antiche e che và mantenuto, se rotto o mancante và riparato o rifatto e rimontato. Come il resto della ferramenta forgiata, anche il saltarello, arreda e completa una vecchia o antica porta in legno.
  • Hai chiuso davvero una porta quando non ti importa più sbirciare dalla serratura. (twgiuls, Twitter)
  • Quanti tipi di Porte Antiche ci sono e come si montano le porte ed i portoni vecchi ed antichi? Le porte vecchie ed antiche possono essere montate, in virtù’ della loro struttura e cioè per come sono state concepite, in questi modi:
  1. In luce: a filo muro e con la costa esterna della porta a contatto della spalletta del muro, senza battute.
  2. A ridosso: la porta ha un contorno o cornice in legno che sostiene la porta stessa ed al quale contorno la porta è incardinata. Il contorno andrà  fissato al muro(da una sola parte della  parete)con viti e relativi tasselli.  Questo è il caso di molte porte Liberty complete di sembrano e maestà(elemento posto sopra il sembrano, tipo alzatina). E’ il caso(a ridosso)anche di porte che hanno una battuta che in genere combacia(o fa’ battuta) col muro o col controtelaio.
  3. Ingargamata(o in gargame): la porta presenta, su entrambi i fianchi, un gargame, cioè una scanalatura verticale che farà battuta contro la opportuna sede praticata nel muro.
  4. Su Controtelaio: raro tipo di montaggio per porte vecchie ed antiche(contrariamente a quelle nuove per le quali è il montaggio piu’ usato), che prevede il montaggio della porta su un falso stipite in legno detto anche(falsimbotto, cassamatta, ecc.).
  5. Scorrevole raso(filo o esterno) muro: montaggio innovativo e di tendenza che prevede il montaggio di una qualsiasi porta o portone vecchio o antico a scorrere filo muro. In tal senso informazioni sul mio kit per trasformare una porta battente in scorrevole le trovate  all’ultimo paragrafo di questa guida dal titolo “Come Riuso porte e portoni vecchi ed antichi, ante ed antine” dal punto numero 17 al punto numero 25. 
  •  Prima faccio il buco nel muro(luce muraria)o prima cerco la porta? Quando si vuole collocare in casa propria una porta o un portone vecchio o antico bisogna, o per meglio dire….bisognerebbe, prima cercare la porta vecchia o antica che ci piace, quella che fa’ al caso nostro, poi, solo dopo, far realizzare con le misure della porta la luce muraria.
  • Ho chiuso con le illusioni, ma queste stan cercando di buttar giù la porta. (LilaSchon, Twitter)
  • Faccio realizzare subito la luce muraria, poi dopo casomai la modifico, quando ho trovato la porta. Se avete intenzione di collocare in casa Vostra qualche porta o portone vecchio o antico, non fate l’errore, non sapendo quali misure avranno tali porte e portoni, di far ”battezzare” tali misure prima di trovare le stesse porte, dai  Vs. muratori; Vi troverete a spendere due volte… Una volta per realizzare una luce muraria che il muratore eseguirà secondo la Sua logica(le misure standard di una porta nuova…)ed un’altra volta, per rifare la stessa luce muraria con le giuste misure. Di casi di questo tipo se ne verificano molti e la…fretta è la…illogica spiegazione.
  • La lunghezza di un minuto dipende dal lato della porta del bagno da cui ti trovi. (Arthur Bloch)
  • Una tramezza sopporta il peso di un portone vecchio in cucina? Se la tramezza è realizzata con dei forati sara’ opportuno rinforzare il contorno della luce muraria con pezzi di mattoni murati, oppure, per essere sicuri, ci si può murare un’intelaiatura in ferro che sosterrà i cardini ed il portone, garantendovi in modo assoluto. L’Intelaiatura in ferro sara’ assolutamente invisibile perché sara’ intonacata e tinteggiata
  • Si dice che la porta sia la parte più lunga di un viaggio.(Proverbio latino)
  • Si può allungare una porta vecchia o un’antico portone? Una porta vecchia o antica, come un portone vecchio o antico, può, nel caso fosse più basso della luce muraria dove va’ collocato, essere allungato agevolmente, ma attenzione, l’intervento va’ fatto in modo(non costoso peraltro)da professionisti. Allungare porte solo incollando la giunta non Vi garantirà, anzi potrà crearvi dei problemi.
  • La fortuna bussa sempre alla porta nel momento sbagliato. (Arthur Bloch)
  • Perchè l’allungamento non lo fà mai esattamente uguale al colore della porta Vittorio? Potrei rendere, se volessi, la parte aggiunta e cioé l’allungamento, uguale al colore della porta, tanto che non Ve ne accorgereste, ma l’etica professionale mi impone di rendere minimamente differente questa nuova parte dal resto della porta o portone antico. Il perché? Semplice; se questa porta doveste comperarla dovreste capire quanto e come sono intervenuto, dovreste poter capire se ho cambiato molto o poco, potrei non dirlo e camuffato dalla colorazione anticata non Ve ne accorgereste, invece chi compra deve sapere  e poter capire l’entità degli interventi eseguiti.
  • E certe porte andrebbero chiuse definitivamente. Perché è dalle porte socchiuse che poi entrano gli spifferi.
    (Guidofruscoloni)
  • Si può allargare una porta vecchia Si’ una porta vecchia si può allargare, dipende pero’ dalla sua struttura, a seconda di come è fatta, l’intervento può essere possibile o meno ed è realizzabile in vari modi.
  • Esiste sempre un momento nell’ infanzia quando si aprono le porte e il futuro entra. (Graham Greene)
  •  Si può accorciare una porta o un portone vecchio Vittorio? Ovviamente si’, ed è l’operazione forse più semplice tra le tre elencate di seguito; occorre valutare se accorciandola troppo, lo zoccolo non risulti troppo piccolo e sproporzionato.
  • Passi echeggiano nella memoria, lungo il corridoio che mai prendemmo, verso la porta che mai aprimmo.
    (TS Eliot)
  • Si può stringere in larghezza una porta? In generale si, ma occorre valutare quanto l’intervento incide strutturalmente ed esteticamente sulla porta stessa. Per alcune porte vecchie ed antiche è semplice per altre lo è meno, dipende dalla loro morfologia, dalla forma e  và valutato caso per caso.
  • Pochi libri cambiano una vita. Quando la cambiano è per sempre, si aprono porte che non si immaginavano, si entra e non si torna più indietro. (Christian Bobin)
  • Vittorio si può trasformare una porta ad anta unica in porta a due battenti? Si in alcuni casi è possibile, dipende sempre da come è fatta strutturalmente la porta, se dividendola i due battenti restano simmetrici ed al centro si ricava un montante per ciascun battente è possibile, è comunque da valutare caso per caso. Un’esempio di come io ho realizzato una trasformazione di questo tipo lo potete vedere nelle parole precedenti cliccabili..
  • I libri sono i battenti di una medesima porta: è sufficiente aprirne uno. (Tudor Vasiliu)
  • Riesco a montare una porta senza stringere e far rifare la luce muraria? A volte mi chiedete…” Non voglio avere i muratori in casa! Riusciamo Vittorio a montarla senza intervenire sul muro?”. Si’ a volte si può realizzare un contorno porta che adegua la porta, più piccola, alla luce muraria(bucatura del muro)più grande; molto dipende dalle misure.
  • La via per uscire da un fallimento passa dalla porta. Chissà perché nessuno la prende mai. (Confucio)
  • Cos’è la “mano” di una porta? La mano è letteralmente il modo(o la mano che si usa) per aprirla; la maniglia può essere a destra o a sinistra ed i cardini saranno dalla parte opposta alla maniglia. In più a definire l’apertura, influisce il fatto che si apra “a spingere” o a “tirare”. Occorre prestare attenzione prima di acquistare una porta e chiedersi come vogliamo si apra.
  • Non perdete tempo a battere su una parete, sperando di trasformarla in una porta. (Coco Chanel)
  • Si può cambiare Vittorio la “mano” di una porta? Si si può, dipende dal tipo di porta, ma spesso è possibile; ovviamente è un’intervento che prevede spostamento di maniglia, cardini, serratura e  chiusura(col legno…) del foro della chiave, ma in molti casi è fattibile.
  • Una cosa m’inquieta: se il Paradiso ha una porta, significa che ci sono dei muri…(Grégoire Lacroix)
  • Cosa devo guardare quando compero una porta vecchia o antica? Quando acquistate una porta vecchia o antica o un portone vecchio o antico, non limitateVi al  solo… ” guardare ”  la porta… e date anzi importanza anche ad altri aspetti. Se ci sono zone al tatto molto  cedevoli, non consistenti, troppo friabili, valutate l’estensione di queste zone e sappiate che potrebbero essere da rifare o da consolidare. Mettendo la porta, o ogni singolo battente della porta(se a due battenti), di taglio, guardatelo e valutate se è diritto e non imbarcato, cosa verificabile anche appoggiando la porta, o i due battenti della porta, su un pavimento pari o contro una parete. Inoltre se vastissime zone sono piene di buchini o grossi buchi che denotano attacchi biologici, cioè infestazioni di tarli, fate molta attenzione…
  • Mi passa per la testa questo orrendo pensiero: che ho rinunciato al paradiso e sono qui a pasticciare impaziente alle porte dell’inferno. (Alain-Fournier)
  • Mi realizza solo la falegnameria Vittorio? vorrei verniciarla io…Spesso mi succede(sopratutto nell’ultimo periodo data la situazione economica), vuoi per la finitura legno a vista che per la Shabby Chic, che delle clienti, mi chiedono di fare trattamenti antitarlo, realizzare tutta la falegnameria e poi la finitura la realizzano da sole; Portantica realizza anche interventi parziali senza alcun problema capendo le esigenze del cliente, tra le quali anche la voglia di cimentarsi in proprio divertendosi !
  • Non aprire mai le porte a coloro che le aprono anche senza il tuo permesso. (Stanislaw Jerzy Lec)
  • Porta antica imbarcata, che fare Vittorio? Se una porta è imbarcata, e Vi piace, potete acquistarla, sappiate che un po’, col montaggio, si può recuperare l’imbarcatura, ma non troppo. E’ necessario riferirsi ad un restauratore o falegname che proverà(se non è molto imbarcata…)a raddrizzarla, senza pero’ poterVi dare grandi garanzie in tal senso, dipende sempre dall’entità  della piegatura.
  • Se volete che il mondo intero venga a bussare alla vostra porta, provate a fare un pisolino la domenica pomeriggio. (Sam Ewing)
  • Svirgolatura, che roba è? A volte una porta o un battente di una porta, presenta un piegamento solo in un’angolo, che viene detto svirgolatura; anche una porta svirgolata può essere raddrizzata, oltrechè mettendola sotto pressione ed in tirare, anche facendo una tacca o intaglio, che consenta poi il recupero della stessa svirgolatura.
  • La felicità spesso si insinua attraverso una porta che non sapevate di aver lasciato aperta. (John Barrymore)
  • Come si può imbarcare una porta? Non lasciate mai una porta, o un battente di una porta a due battenti, in un locale molto umido e sopratutto con contenitori pieni di acqua o altri liquidi anche solo sul pavimento; il legno assorbe tali liquidi anche se non a strettissimo contatto, e sopratutto se la porta è appoggiata alla parete, con altre porte sopra che gravitano col loro peso, può imbarcarsi purtroppo…!
  • Tutto quello che so è una porta sul buio. (Seamus Heaney)
  •  Vittorio la mia porta vecchia imbarcata devo proprio buttarla? Be potreste provare una creativa soluzione attualmente molto di tendenza al femminile…Montatela come porta vecchia scorrevole, certo bisogna vedere quanto è imbarcata, ma in alcuni casi io ho risolto il problema così. Per vedere e capire come trasformarla in vecchia porta scorrevole andate ai punti 17-18-19-20 del paragrafo di questa pagina relativo al Riuso.
  • L’umorismo è la porta delle risate, le risate sono la porta della salute, la salute è la porta del benessere, il benessere apre la felicità. (Anonimo).
  • Restaurare una porta vecchia o antica. Il restauro classico conservativo di una porta vecchia o antica deve essere praticato con attenzione da professionisti oltreché con le sostanze giuste; possibilmente vanno evitate sostanze tossiche, solventi, prodotti nocivi e resine (epossidiche, poliuretaniche ecc ); i Romani usavano questa locuzione latina ricordatelo ” Primum non nocere”, cioè per prima cosa non fateVi e facciamoci del male. Non fate restaurare, per risparmiare qualcosa, una porta antica da chi può rovinarla; spesso poi in questi casi si spende due volte.
  • Quando si dice che una situazione o una persona è senza speranza, si sta sbattendo la porta in faccia di Dio. (Charles L. Allen)
  • Stucco e stuccature. Evitate di far usare gli stucchi(per economizzare)negli interventi di chiusura di fori e fessure, anziché chiuderle col legno incollato nella sede opportuna. Gli stucchi(sopratutto quelli sintetici)hanno dei ritiri, pertanto calano, si sgretolano col tempo e l’intervento è stato inutile. Prima pretendete l’inserto di legno incollato nella fessura, poi dopo averlo pareggiato, la stuccatura. Chi Vi stucca le fessure ed i buchi solo con stucco, senza il pezzettino di legno fatto a misura ed incollato, non Vi garantisce un’intervento corretto e duraturo.
  • Un giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno. (Martin Luther King)
  • Fornisce Vittorio consulenze sul restauro di Portoni monumentali? Si’, Portantica fornisce a clienti privati, o ad amministrazioni pubbliche, capitolati e consulenze per il restauro di portoni monumentali.
  • Ogni muro è una porta. (Ralph Waldo Emerson)
  • Tarli e trattamenti. I trattamenti antitarlo, pretendete siano realizzati con sostanze e prodotti professionali atossici e Presidio Medico Chirurgico.
  • Non bisogna mai lasciare la porta aperta al più piccolo dei mali, perché dietro di esso ne verranno molti altri, e maggiori, che stanno in agguato. (Baltasar Gracián y Morales)
  • Come realizzare la finitura(cioè… verniciare)una porta vecchia? Spesso mi chiedete…” Qual’ è la migliore finitura per una porta vecchia, elegante o rustica, collocata in un’ interno, ma legno a vista?”. In assoluto la mia risposta è a gommalacca e cera d’api vergine. Esistono altri prodotti,  come le vernici trasparenti all’acqua, acriliche, lucide ed opache, ma la gommalacca è un’altra cosa. La gommalacca (detta anche la madre del restauro) esalta la venatura del legno, dà effetti madreperlacei, porta in luce sfumature sopite e calde in modo unico. Poi la patina ottenuta con la gommalacca rende più antico il manufatto ligneo, il che per una porta vecchia o antica è importante. Solo quando il cliente mi chiede di non ottenere quel colore ambrato e tipico, peraltro molto bello, che la gommalacca dona, e si vuole il legno il più naturale possibile e sopratutto molto molto chiaro(la gommalacca tende a scurire i legni tannici come castagno, rovere, ecc.) allora opto, su richiesta, per finiture diverse ed all’acqua(per quanto la gommalacca può’ essere anche decolorata).
  • Pochi suoni nella vita, inclusi tutti i rumori urbani e rurali, superano in interesse un bussare alla porta. (Charles Lamb)
  • Finitura speciale per climi gravosi. In particolari casi di collocazione di porte e portoni vecchi ed antichi, ma anche nuovi, in zone con climi gravosi(temperature molto basse in montagna per esempio con esposizione a Nord), realizzo una finitura speciale BIOLOGICA che non crea pellicola(film) e che pertanto non si screpola, ne crepa facendo entrare l’acqua piovana. E’ una finitura antica  che assomiglia ad una emulsione, a base di olio di lino senza piombo, propoli, cera d’api vergine, aceto di vino ed altri ingredienti segreti. Questa finitura resiste a basse temperature, neve e sole, senza modifiche superficiali. Vedi finitura di portoncino blindato esterno nuovo e di altri portoni esterni in castagno.
  • Alla fine scopri che il tuo vero grande amore è stata una porta. (Cesare Viviani)
  • “Perché quella porta restaurata, sù internet, costa cosi’ poco Vittorio?”. Una mia cliente mi ha chiamato e mi ha chiesto il perché’ una porta dell’ ‘800, restaurata, finita a gommalacca e cera costasse cosi’ poco…(e non poi cosi’ tanto poco). Presto detto, primo: le verniciature pregresse non sono state rimosse con decapaggio mirato ed attento, ma SABBIATA!. I solchi sono evidentissimi agli occhi, ed alla pelle delle Vostre dita, e tutte le gallerie dei tarli sono state… scoperte e stuccate, cosi’  da generare  il cosiddetto ” tarlo lungo “, notoriamente ritenuto un segno che riduce il valore di un supporto ligneo antico a meno che non si tratti di legno verniciato. Secondo: Molti traversi, compreso l’allungo, sono realizzati ex novo,  ma neanche con un pezzo unico di legno, ma con più pezzi incollati assieme, tipo …listellare. Terzo: Appaiono molte stuccature, con stucco molto scuro peraltro rispetto al colore del legno; le parti mancanti o rotte , invece di essere rifatte con il legno, sono state stuccate e dette stuccature anche molto grandi, col tempo avranno dei ritiri e si staccheranno. Eh si’, si fa prima cosi’. Capito?!
  • Nella vita di un uomo prima o poi arriva un giorno in cui, per andare dove deve andare, se non ci sono porte né finestre, gli tocca sfondare la parete. (Bernard Malamud)
  • Come prendo le misure di una porta o di una luce muraria(la bucatura del muro)?! Sembrerebbe banale, ma non lo è. La misura di una luce muraria, cioè della bucatura del muro o la misura di una porta(sopratutto vecchia o antica perché fatta a mano…), non si prende posizionando un metro flessibile in un qualsiasi punto in larghezza ed in un qualsiasi punto in altezza. La misura in larghezza và presa in due punti, uno in alto ed uno in basso e così pure per l’altezza, va’ presa in un punto a destra ed in un punto a sinistra. Sopratutto con luci murarie vecchie(ma non solo) e con porte vecchie ed antiche, non è detto che chi ha realizzato la luce o chi ha fatto la porta, l’abbia realizzata di(per esempio)82 cm. in alto ed in basso. Facilmente potreste avere 82 cm. in alto ed 82,5 in basso e questo è molto importante, per la realizzazione della luce muraria o per la ricerca della porta.
  • Ci sono pensieri che ti rimbombano dentro come una porta sbattuta. O una mai aperta. (Egyzia, Twitter)
  • Cosa mettere sopra ad una porta vecchia o antica? Come? Potreste chiedermi, sopra ad una porta? Sì proprio sopra ad una porta; avete presente una porta vecchia restaurata oppure una porta antica laccata? bene, se per caso Vi dovesse sembrare un pò troppo banale la Vostra porta e forse un pò…spoglia o semplice o incompleta, il sopraporta o sovraporta, è l’oggetto giusto per impreziosirla! Può essere un fregio intagliato vecchio o antico, in legno, ma anche in gesso o scagliola e può’ essere bianco, dorato a foglia(fatemelo pervenire Vi faccio io la doratura a foglia!), o argentato ed anticato. Quel fregio dorato sopra la Vostra porta vecchia o antica la completerà elegantemente come non potete immaginare!
  • Un giorno il frigorifero si vendicherà di me aprendo ogni mezz’ora la porta della mia stanza, fissandomi qualche minuto e poi andandosene. (Devandrea, Twitter)
  • Non basta collocare una porta vecchia o antica… Si in effetti, se vogliamo dare importanza ad una porta anche solo vecchia finita legno a vista o laccata, e non necessariamente antica, non basta collocarla; la porta deve essere… vestita. Già nel punto precedente Vi dicevo come il sopraporta o sovraporta conferisce alla porta importanza, ma un ulteriore suggerimento che Vi dò è quello di agire con il colore sulle pareti circostanti. Create(e lo potete fare tranquillamente Voi da soli, divertendoVi) uno zoccolo, un contorno, dapprima disegnato a matita, e definite un colore che stacchi con il resto della parete e “vesta” la porta contornandola, spalletta compresa. Il colore dovrà essere caldo tono sù tono e sarà limitato da un filetto di colore più scuro(terra, rosso scuro,ecc.ecc.). Mi raccomando, il filetto realizzatelo pure appoggiandoVi alla carta gommata che farà da guida, ma poi rendetelo un pò più irregolare, imperfetto, che non sembri fatto con la riga. Avrete fatto fare un salto arredativo alla porta ed al relativo ambiente e l’avrete completata valorizzandola.
  • Quando le porte della prigione sono aperte, il vero drago volerà fuori. (Ho Chi Minh)
  • Ambientare e valorizzare una porta anche…sotto, cioè col pavimento? Certo! Una vecchia porta, usurata, malconcia, consumata, in un contesto moderno minimal, essenziale o classico, oppure un portone antico in un interior design vintage o shabby, provate a valorizzarla anche per terra, con una piccola isola creata appositamente con piastrelle, pietre, sassi o ciottoli di fiume diversi dal restante pavimento, ma solo lì, davanti o intorno alla sola porta antica, come a creare una piccola piazza davanti a Lei, sarà delizioso! 
  • Ma come stanno Vittorio due porte vecchie o antiche, diverse, vicine? Affiancare o affrontare due vecchie porte di legno o una porta vecchia ed una antica, diverse tra loro per struttura(forma), misure e finitura è assolutamente arredativo. Le differenze, di altezza e di forma, le differenze di colore, sono personalizzazioni e le personalizzazioni fanno un’ambiente. Piuttosto son restaurate bene?avete puntato anche su colori alle pareti che vestano le porte? C’è un colore che ne contorna una tono sù tono? Un fregio lo avete posto in alto almeno sopra ad una? Guardate queste due porte vecchie restaurate per esempio, così diverse, ma così amiche!
  •  Si chiude una porta…si apre un portone! (Modo di dire)
  • E’ possibile rivestire una porta blindata con un pannello in legno massiccio di sapore antico? Sì Portantica realizza un pannello di rivestimento per porte blindate esterne, tutto in legno massello di castagno, che può essere finito e trattato in modi diversi. Le finiture per i rivestimenti delle blindate sono: a gommalacca e cera d’api(se protetta), con vernice ad acqua trasparente(se non protetta e se si vuole un castagno al naturale molto chiaro), con emulsione in olio di lino(se esposta a climi molto gravosi(montagna e climi rigidi),oppure in shabby chic naturale. Posso applicare anche le ferle(grossi chiodi fatti a mano) e maniglie forgiate, per rendere il rivestimento della blindata molto simile ad un portone antico.
  • Una bella porta rifà una brutta facciata. (Proverbio)
  • Cos’è il mordente e che significa mordenzare? Mordenzare deriva da mordente; il mordente era ed è uno dei coloranti che servono a tingere il legno, pertanto mordenzare significa tingere il legno. E’ molto complesso se non si è esperti, mordenzare una superficie di legno chiaro in modo uniforme senza creare differenze di colore e macchie, esiste una vera e propria tecnica. Esistono mordenti ad acqua e ad alcool; tra questi quelli in cristalli, e le aniline ad acqua e ad alcool. Esistono poi altri mordenti chimici…antichi, pericolosi che sconsiglio di usare. L’Operazione di mordenzatura è necessaria quando si vuole adeguare una parte rifatta e molto chiara, al resto della porta o del mobile più scura, o per esempio quando si vuole tingere un pezzo di legno in abete per renderlo simile alla noce.
  • Gli uomini chiudono la propria porta contro il sole che tramonta. (William Shakespeare)
  • Dove posso vedere delle foto di interni di abitazioni arredati con porte e portoni vecchi ed antichi? All’interno delle gallerie, in ogni singola galleria di una porta, vecchia o antica, sia legno a vista che anche  laccata, per molte di queste, potrete vedere delle foto di interni di case moderne ed interni di  case vecchie ristrutturate con vecchie porte e portoni vecchi ed antichi restaurati e collocati. Per alcuni vedrete anche il necessario completamento con la colorazione dei relativi contorni murali.
  • A un bel portone sta bene un bel batocco! (Proverbio)
  • Idea ! Al tredicesimo punto di questa piccola guida all’uso delle porte vecchie ed antiche, c’è, evidenziato in colore rosso la frase ” ma non solo..” bene, non è casuale. Voglio donarvi un’idea, un consiglio in linea col riuso, col contrasto tra antico e moderno contemporaneo e con l’arredamento industriale; in cucina o in una piccola camera anche senza finestre, da adibire a cantinetta(piccola cantina), o in sala, anziché collocarci una porta in legno, cambiate! Io parlo di porte in legno dalla mattina alla sera, ma mi sento di darvi un consiglio che esula dalle porte in legno. Pensate a chiudere quel vano usando un…cancello antico in ferro battuto, si una porta antica in ferro battuto  senza saldature, tutta chiodata, che ricorda i portoni in ferro e i portoncini antichi di ferro arrugginito. Sara’ eleganza semplice, ferro naturale, freddo, vissuto, giovane; sono queste le personalizzazioni che arredano. Arredare significa sopratutto personalizzare.
  • Le chiavi ingombrano e si possono smarrire. Meglio avere chi ti apre la porta, possibilmente con un sorriso. (Dino Basili)

  • Tra le finiture, Voi realizzate il Tranchè? Sì, sia su porte, ante, antine, ma anche mobili, realizzo a mano ed in modo del tutto manuale e naturale il tranché. Ma cos’è il Tranché esattamente? La finitura Tranché o “taglio sega” è un’innovata finitura sia stilistica che tecnologica che riguarda sopratutto le cucine, ma che ultimamente mi viene richiesta anche per le porte, ante ed antine vecchie ed antiche. Tranché significa donare alle superfici l’effetto del legno grezzo, una lavorazione artigianale che conserva al meglio una superficie irregolare. Le incisioni della sega sulle porte o ante tranché danno da una parte la sensazione che l’anta sia appena stata tagliata dall’albero e dall’altra trasmettono la percezione unica di modernità e novità. Portantica la realizza secondo i gusti del cliente.
  • Una porta è quella cosa rispetto alla quale un cane si trova sempre dalla parte sbagliata. (Ogden Nash)
  • Qual’è Vittorio l’ultima tendenza all’uso all’interno dei Portoni e portoncini esterni vecchi ed antichi? L’Ultima tendenza in fatto di arredamento d’ interni moderni, minimalisti, industrial style e di tendenza, è quella molto poco convenzionale, che prevede sempre più l’uso di portoni vecchi ed antichi nati per l’esterno, ricollocati all’interno. Le caratteristiche che devono avere questi portoni sono però particolari…Portoni usurati, molto consumati, logorati, carichi di mancanze, di squarci, di fessure, coi colori attenuati dagli ultravioletti e dalle intemperie, devono essere e vengono richiesti così…Oppure portoni esterni in stile country che assomiglino il più possibile ai portoni dei vecchi fienili americani. Questi portoni antichi esterni inseriti in contesti moderni interni, generano abilmente personalizzazioni violentemente arredative, contrasti che colpiscono, quasi che il nuovo ed il moderno a contatto con l’antico, così antico e così carico di reale antichità, si completino, si cerchino, si fondino, creando scenari meravigliosi. Il contrasto violento sembra essere sovrano! Il loro restauro poi è un’altra novità! Deve essere realizzato ed è preteso(sono sempre le nostre amate donne che ne fanno richiesta…), senza rimuovere i colori consumati, mantenendo ombre e macchie, niente di perfettino, ogni segno và fissato così com’è, senza apporti, senza aggiunte personali, senza abbellimenti, tutto deve restare povero, semplice, il più possibile reale, vero, mantenendolo così come il portone è diventato naturalmente grazie al tempo. In questi interni minimalisti e in stile industriale trovate le ultime innovazioni tecnologiche, metallo, elettrodomestici all’avanguardia, cristallo, mattoni, pavimenti in rovere sbiancato, ed in rottura(o in continuità) con l’ essenzialismo cosa c’è? Solo un portone vecchio col suo catenaccio arrugginitomagari reso scorrevole(vedi più avanti i punti n 17-18-19 del Riuso), l’unico complemento d’arredo emozionante, emotivamente coinvolgente, l’unico oggetto che sembra ci ricordi chi eravamo, come eravamo, da dove veniamo…Un’ esempio? Eccovi un bel portone antico dell’ 800, da inserire in interni di tendenza contemporanea minimalista o industriale moderna, per chi cerca porte che arredano a 360 gradi questo portone a tre battenti(apertura di 2 battenti a libro ed uno fisso) è bellissimo per il colore naturalmente modificato e creato dagli ultravioletti e dalle intemperie. E’ da immaginare collocato da solo con tanto spazio intorno, e del quale godere dopo pulizia attenta e profonda e fissaggio della  sua naturale fisionomia cromatica nature. Questo è stato venduto a Roberta e Walther di Roma che lo hanno collocato nel loro appartamento come scorrevole come elemento centrale e trainante dell’arredamento, costruendoci intorno tutto il resto in un contesto contemporaneo. Oppure ancora immaginate questo portone antico contadino fatto a mano senza l’uso di macchine, in quercia, consumato, allungato e restaurato in modo semplice ed usato come porta della cucina in una zona giorno moderna! Oppure questo portone antico esterno che sarà inserito all’interno di un vecchio edificio che era un antico macello ristrutturato all’insegna dell’industrial style e caratterizzato dalla finitura deteriorata come quella dei vecchi luoghi di lavoro abbandonati e dei relativi macchinari non funzionanti.
  • La porta più protetta dai ladri è quella che si può lasciare aperta. (Romano Battaglia)
  • Che ne pensa Vittorio di questa nuova tendenza che prevede l’uso di porte, portoni e portoncini vecchi ed antichi usurati e consumati per arredare interni moderni?  Credo che questa tendenza sia un modo intelligente, rispettoso, nuovo, creativo per arredare interni; un bellissimo modo per fare architettura d’interni, un modo nuovo che prevede una grande possibilità per tutti noi di cimentarci personalmente, individualmente, liberamente, nella ricerca del vecchio ed antico naturale, di personalizzare i nostri interni anche da soli, di riusare e rispettare ciò che troviamo, ciò che esiste già integrandolo col nuovo e moderno. In questo senso Vi invito ad informarvi della bella “architettura di Piet Hein Eek”, un simpatico, bravo e noto Architetto olandese che fà cose importanti col vecchio ed antico e con le porte come me(vedi residence De Borneohof, realizzato da Piet Hein Eek per l’arch. Peter Geusebroek) e crede nella bella massima  “…nel rispetto di ciò che è già lì ” , alla quale io aggiungerei ” senza modificarlo nè abbellirlo! “. Perchè non utilizzare ciò che esiste quando Noi in Italia siamo ricchissimi di vecchio, antico e naturale senza produrre e consumare altro? Perchè non arredare con ciò di vecchio, antico e naturale che è già stupendamente disponibile intorno a Noi? Anche perchè con ciò che è già disponibile si fanno nuove e grandissime cose !
  • Dove ci son ragazze innamorate, è inutile tener porte serrate. (proverbio)
  • Cabine Armadi: Con le porte vecchie ed antiche si possono chiudere agevolmente, semplicemente e fantasticamente(oltreché con modica spesa) vani murali e nicchie che si vogliono adibire a cabine armadio. Guardate ad esempio queste 2 porte antiche a 2 battenti esotiche alla ” cinese ” ideali per una cabina armadio in una camera da letto. Le più adatte tra le porte vecchie, per essere usate come cabina armadio, sono le porte vecchie ed antiche a due battenti e sopratutto quelle dotate di contorno; in altre parole sono le porte Liberty, che sono a due battenti con apertura necessariamente a tirare e gli stessi battenti sono incernierati sul contorno in legno. Molto grandi alcune, le più pregevoli hanno in alto anche la maestà’, riporto in legno che le rende ancora più scenografiche. Il contorno di queste porte viene fissato molto facilmente a muro con delle viti, cosa che potete fare anche Voi, Signore e Signorine, senza necessariamente avvalervi di un falegname. Queste porte Liberty si prestano ad essere finite e le realizzo in molti modi, anche legno a vista, ma sopratutto (guardate le immagini):
  1. Porte Liberty laccate per cabine armadio.
  2. Porte liberty per cabine armadio dorate a foglia d’oro o argentate a foglia d’argento.
  3. Porte Liberty per cabine armadio dipinte.   
  4. Porte Liberty per cabine armadio in Shabby Chic-Decapé
  5. Porte Liberty per Cabine Armadio personalizzate ( per esempio con le iniziali). 
  • Nessun intervento di pulitura e di decapaggio di porte e portoni vecchi ed antichi, viene realizzato da Portantica per immersione in bagni acidi e relativo lavaggio con getti d’acqua.
  • Nel restauro di porte e portoni vecchi ed antichi Portantica non usa resine epossidiche e poliuretaniche.
  • Le persone restano sposate per loro scelta, non perché chiudono a chiave le porte. (Paul Newman)
  • Portantica già collabora con tecnici che debbono progettare ed allestire stand fieristici, spazi espositivi aziendali e negozi,  fornendo finiture, patinature e shabbature particolari, nonché oggetti e porte di sapore arredativo, inerenti il Riuso.
  • Tutto fai, ma la casa con due porte mai. (Proverbio)
  • Vittorio Lei dichiara di non usare dei solventi nella Sua attività e come fà ad evitare l’uso dei solventi per pulire i pennelli? Si è vero, domanda intelligente; usando solo il terpene d’arancio come solvente biologico ed essendo sprecato per questo tipo di uso(oltrechè costoso) ho un mio piccolo segreto professionale, semplice, originale, economico ed utile. Ovviamente per le vernici ad acqua il problema non si pone userete acqua, ma in tutti gli altri casi, anche per vernici oleose o smalti colorati per esterni, dapprima pulite bene il pennello togliendo il più possibile le tracce di vernice con uno straccio o con carta assorbente, poi mettete 4 cucchiai di detersivo per bucato o anche per lavatrice o lavastoviglie, biologico o ecolabel, in un contenitore, aggiungete  un bicchiere o due al massimo di acqua calda, torcete il pennello per sciogliere bene il detersivo ed ogni tanto rimestate il pennello nel liquido ottenuto. Nel caso ripetete l’operazione. Dopo una notte sciacquate bene con acqua e fate asciugare all’aria. Certo direte, ma anche i detersivi inquinano Vittorio! Problema risolto con detersivi biologici !
  • Perchè Vittorio Portantica non ha un catalogo come altri siti hanno? Portantica restaura e vende porte vecchie e antiche o porte e portoni vecchi ed antichi realmente autentici, non produce porte antiche con legno antico di recupero per cui non riuscirà mai a darvi la porta che vorreste con le misure precise che desiderate, ma solo le porte antiche che trova e che hanno misure diverse da porta a porta. Inoltre non mi interessa darVi 10 porte tutte uguali, preferisco lavorare su pezzi singoli, su e con ciò che trovo, curando ogni porta come un oggetto esclusivo, diversa dalle altre, ognuna con le Sue caratteristiche che la differenziano.
  • Spesso mi chiedete” Quanto costa restaurare un portone antico o una porta vecchia o antica Vittorio? ” Non è possibile rispondere a questa domanda, pur con la buona volontà di dare a Voi clienti la possibilità di capire e conoscere il prezzo di un’intervento, per una serie di semplici motivi, ma sopratutto perché il prezzo di un’intervento di restauro dipende dalle ore necessarie e dal materiale; quali e quanti interventi Voi volete io realizzi(a volte mi si dice questo sì quello no) nel Vostro portone? Solo vedendolo e toccandolo con mano mi è possibile quantificare ore e materiale necessari, anche con la possibilità che Vi riprendiate, dopo la formulazione del prezzo a preventivo, la Vostra porta senza alcun impegno!
  • Un portone nuovo ha già delle fessure! cosa devo fare Vittorio? Il legno è un’elemento vivo e si muove, tanto più si muove se esposto esternamente a freddo, caldo, umidità e U.V. che determinano contrazioni, rigonfiamenti e movimenti delle parti incollate. Ciò significa che un pannello di un portone esterno è ottenuto per incollaggio di più parti di legno massello e, l’esposizione e la non protezione, necessariamente possono produrre scostamenti e fessure; innanzitutto una protezione dagli U.V. è importante, basterebbe, oltre alla finitura che dovrebbe contenere filtri U.V., una tenda a filtrare gli ultravioletti oltrechè a ridurre la temperatura superficiale del manufatto in quanto barriera. Ma se succede, anche su un portone nuovo, di avere fessure o crepe, non arrabbiatevi col falegname non ha colpa…chiedetegli se ha tempo di inserire sottili fogli di legno della stessa essenza, fatti a misura ed incollati, oppure fatelo Voi o fatelo fare ad un restauratore. Poi vanno carteggiati finemente senza rovinare la verniciatura, tinti eventualmente e verniciati. Mi raccomando non stuccate e non fate stuccare queste fessurazioni, lo stucco ha dei ritiri e dopo un pò verrebbe “sputato” dal legno o si sgretolerebbe!
  • Cosa consiglia Vittorio per una produttiva manutenzione di un portone esterno? La migliore e più semplice cosa che potete fare per proteggere un portone esterno è difenderlo dagli agenti atmosferici e l’intervento più semplice e produttivo è quello di spalmare della cera d’api vergine e tirarla con un panno; il film di cera rende impermeabile il manufatto cioè lo rende repellente all’acqua e all’umidità che evita di essere assorbita da eventuali crepe e segni che hanno asportato la verniciatura. Fà da filtro e nutre la verniciatura rendendola più elastica, poi se il manufatto non è trattato superficialmente oppure ha perso la verniciatura lo nutre.
  • Come togliere delle macchie Vittorio relative all’uso, su una porta?  E’ una domanda che mi ponete spesso; innanzitutto dobbiamo verificare la finitura, cioè è una porta legno a vista o presenta una coloritura? Se è legno a vista analizziamo se è finita a gommalacca e cera(quelle vecchie o antiche possono esserlo) o con vernici trasparenti sintetiche(quelle moderne); la prima cosa da fare è vedere se trattasi di solo sporco superficiale, come quello per esempio prodotto in certe zone di contatto con le mani. Se è superficiale potete provare con un piccolo batuffolo di cotone morbido bianco ed un pò di cera o olio di oliva, strofinando e controllando se lo sporco resta sul cotone; è possibile che se trattasi di sporco organico venga via. La stessa procedura vale per porte che presentano una coloritura. Se sono segni di altro colore potete provare con una gomma per cancellare matite, ma potrebbe opacizzare la zona sulla quale strofinate ed in tal caso dovreste poi o dare un pò di cera o con un pennellino fare un ritocco con vernice trasparente lucida. Se fosse necessario abradere di più poichè il segno non viene via, passate alla paglietta fine 0000 che trovate in ferramenta, dapprima con la stessa ed un pò di olio, poi aumentate il grado di abrasione con la stessa a secco; avrete opacizzato o tolto la finitura e se insistete anche il colore, per cui poi dovrete eventualmente ritoccare il colore dove è venuto via e dare la finitura, a gommalacca con più passate con un pennellino o con vernice uguale a quella di finitura(ad acqua, o a solvente). Tra le mani spagliettate la piccola riverniciatura, cioè il ritocco, verrà più liscia ed eventualmente passate un pò di cera finale.Se la porta presenta una coloritura dovrete preparare(o farvi preparare) una piccola quantità di colore uguale a quello della porta e ritoccare.   
  • MA COME SI RESTAURA UN VECCHIO PORTONE O PORTONCINO IN LEGNO VITTORIO ?
  • Non è facile descrivere tutte le operazioni necessarie al restauro completo di un vecchio portone ed eseguirle senza una opportuna esperienza e formazione per cui il consiglio sarebbe… rivolgetevi ad un bravo professionista, ma siccome è una richiesta che spesso mi viene rivolta direttamente ed è tra i quesiti posti più spesso in ” CERCA ” il motore di ricerca interno al mio sito e nei motori di ricerca, ho deciso di affrontare gradualmente l’argomento con l’intento di creare cose utili che aiutino a risolvere i problemi del mio pubblico e cioè dare indicazioni a chi inesperto vuole sapere come ristrutturare un vecchio portone ed effettuare in proprio il restauro non avendolo mai fatto. Come se Vi tenessi un corso di restauro(cosa che ho fatto per anni) Vi darò le informazioni e queste avranno l’ordine cronologico di esecuzione, Voi armatevi di un blocco notes, penna e di tanta, tanta pazienza!
  • Vuoi tu aprire qualunque porta? Chiavi d’oro teco porta.  (Proverbio)
  • Prestate sempre attenzione alla sicurezza, premunitevi di guanti e maschere di protezione, non prendete l’uso di scalpelli, sostanze o utensili elettrici vari come un gioco; se doveste obbligatoriamente usare sostanze tossiche, solventi o vernici, provvedete ad una corretta areazione dei locali!! Ricordate sempre questa locuzione latina ” Primum non nŏcēre” che significa ” “per prima cosa, non nuocere” e non nuocere è riferito a Noi stessi, agli altri, all’ambiente ed al manufatto sul quale lavoreremo.
  • Ho due chiavi per la stessa porta. Per aprire il coraggio e la paura. (Jovanotti)
  • Qual’è Vittorio la prima cosa da fare? Prima delle operazioni manuali, è capire da un esame attento di che portone si tratta e che cosa dovremo fare…Per cui cominciamo a capire in quale periodo è stato costruito, in quale tipo di legno(essenza), che tipo di finitura è stata a suo tempo realizzata e poi quali interventi saranno necessari; fatta questa specie di scheda tecnica passiamo ad elencare gli interventi necessari cominciando dall’eventuale decapaggio(rimozione delle verniciature pregresse). Se fosse possibile restaurarlo ed intervenire senza rimuovere la finitura attuale e la patina(sopratutto se è antico e se è bella la patina) lo si dovrebbe preferire, perchè anche un portone(come un mobile) ha maggior valore se mantiene la sua patina originale ed anche perchè la patina originale sarà sempre difficile ripristinarla così com’era.
    • Felice colui che non passa porta altrui. (Proverbio)
    • Ma come si fà Vittorio, ammesso sia possibile, ad intervenire senza rimuovere totalmente la finitura?Allora possiamo intervenire solo dove è necessario Vittorio? Sì, se abbiamo mancanze, crepe, piccole rotture, dovremo intervenire solo in queste zone, riparare, rifare il pezzettino di legno rotto o mancante salvando il più possibile la finitura, sia che sia legno a vista, sia che sia verniciato o laccato e colorato. Rifaremo il pezzettino di legno che incolleremo nella sua sede e immorseremo con un morsetto o lo fisseremo con chiodi e dopo aver atteso l’asciugatura della colla lo adatteremo lavorando con lima e carta abrasiva; per non rovinare la finitura esistente che vogliamo preservare, contornate la zona dove avete incollato il pezzettino di legno mancante con carta gommata, in modo che lime e carte abrasive non producano solchi e segni.
  • Il modo più rapido per chiudere una porta sulla realtà è seppellirsi nei dettagli. (Chuck Palahniuk)

  • E la ferramenta, tipo catenacci, incontri, serrature, maniglie Vittorio? Sarebbe meglio smontarle tutte prima degli interventi, pulirle, rimuovere le tracce di sporco, vernice e ruggine ed ingrassarle per rimontarle alla fine.
  • …e l’ultimo chiuda la porta! ( Patsy, in Nick Carter)
  • Che legno usiamo Vittorio per rifare delle pezze? Nel rifare un pezzo mancante o rotto dovremo sempre usare legno della stessa essenza del nostro portone e se il pezzettino rifatto fosse(seppur della stessa essenza) più chiaro, dopo e prima della finitura, dovremo mordenzarlo, cioè tingerlo in modo da adattarlo al colore dell’essenza con la quale è stato fatto il portone. Ovviamente se la finitura non fosse legno a vista, ma per esempio dovremo verniciarlo in un colore verde, non sarà necessario mordenzare il pezzo(queste si chiamano pezze). Nel fare una pezza dovremo rifare il pezzo rispettando la venatura, cioè il senso della venatura; tutte le pezze dovranno anche(prima dell’incollaggio) essere trattate con un’ antitarlo, possibilmente ” professionale” ed  a bassa tossicità, mentre sul portone(se non decapiamo) non potremo effettuare il trattamento antitarlo, in quanto se presenta una finitura superficiale, il legno non assorbe la sostanza liquida.
  • Gli italiani fabbricano porte magnifiche, ma se desideri tener fuori il prossimo usa un lucchetto americano. (John Secondari)
  • Nel dare forma ad una pezza con carta abrasiva, dopo averla incollata nella sede, come procedo Vittorio?Dapprima usate carta a grana più grossa per sgrossare, ma poi gradualmente usate carte o tele gradualmente sempre meno abrasive per levigare e rendere la pezza il più possibile liscia e senza segni. Non tutti gli interventi di falegnameria sono prevedibili e descrivibili teoricamente, ma in genere le mancanze si riassumono in mancanze dovute a distacchi, rotture, crepe e fori; nel caso di parti immarciscenti, degradate o cedevoli, se non è possibile salvare le parti originali(ma cercando di farlo il più possibile, prima regola) dovrete segare la porzione interessata(il meno possibile) e realizzare una pezza con la quale sostituire la parte rimossa. Esiste anche la possibilità di consolidare una zona cedevole e questo si può fare in diversi modi e con diverse sostanze indurenti che appunto consolidano detta parte cedevole; si tratta di valutare quanto la parte è estesa, se è una zona sottoposta a sollecitazioni oppure no ed ogni restauratore ha un Suo know how. Non posso fornire il nome di un prodotto anzichè un’altro, per una questione di etica professionale, sappiate solo che per scelta cerco di non usare mai prodotti che non hanno a che fare con il legno, ad elevata tossicità ambientale e non naturali; comunque Vi basterà digitare sul motore di ricerca google il termine “consolidante per il legno degradato” ed avrete nomi, marchi ed indicazioni per l’uso.
  • Gli uomini chiudono la propria porta contro il sole che tramonta. (William Shakespeare)
  • Ma se il portone Vittorio presenta molte mancanze e si deve rimuovere la finitura poichè molto rovinata? Allora si dovrà provvedere al decapaggio(dal francese decaper, rimozione della coperta); consiste nella rimozione delle mani pregresse di finitura o delle verniciature. Tali mani possono essere relative a finiture trasparenti nel caso di legno a vista e di finiture con più colori nel caso di smalti; le procedure sono di vario tipo e la rimozione puo’ essere chimica, se prodotta con sverniciatori chimici, sostanza da usare all’aperto con grande precauzione(mascherine e guanti!) e che distribuita a pennello sulla superficie verniciata, fà arricciare e rende possibile la rimozione delle finiture pregresse. Può essere termica, se userete una opportuna pistola che scaldando la zona verniciata renderà possibile la rimozione stessa arricciandola, oppure fisica se userete carte abrasive che con opportuni utensili elettrici consumeranno le mani di vernice. In passato si usava anche soda caustica ed anche questa è un’azione chimica, tenete presente però che è comunque sconsigliabile perchè fortemente irritante e sprigiona fumi tossici a contatto con l’acqua, senza contare il divieto di scarico nelle fognature. Cosa ci consiglia Vittorio? A seconda del manufatto e della sua condizione si fà la scelta corretta; per una porta o portone antico di pregio, se sopratutto non fosse facile rimuovere la vernice con azione fisica senza rovinarlo, dovrete procedere con uno sverniciatore(ahimè…), se invece il manufatto non è di pregio, potete rimuovere le vernici superficiali con carte abrasive il più possibili fini e non a grana grossa.
  • La curiosità è il motore dell’intelligenza, è una robusta stampella con cui sorreggersi, è la porta aperta sulla vita. (Cesarina Vighy)
  • In caso di portone verniciato o laccato che voglio solo riverniciare Vittorio? Potreste non dover andare in profondità a legno, potrebbe bastare rimuovere finemente le parti di vernice ammalorate pur carteggiando tutto il manufatto; se andrete a legno togliendo tutte le tracce di vernice l’intervento sarà più lungo e preciso, ma non sempre necessario. L’Importante è, se volete che la nuova finitura aderisca perfettamente al fondo, che la vernice sottostante debba essere carteggiata, pulita, senza disgregazioni, coesa, non liscia, grassa, lucida ed abbia dei microsolchì per aderire, in altre parole verniciare su un supporto già verniciato e liscio senza carteggiatura fine, col tempo si sfoglierà e produrrà distacchi. Questo vale anche per una finitura trasparente e legno a vista, nel quale caso però occorre grande attenzione, infatti tutti gli eventuali solchi e segniacci che doveste produrre non saranno occultabili, ma visibili.
  • La montagna più ardua è la porta di casa. (Proverbio)
  • Abbiamo decapato il portone fronte e retro Vittorio, e adesso? Cominciate a pulire bene tutto il supporto ligneo, fronte e retro, rimuovendo ogni traccia di sporco, aspirandolo bene dalle polveri eventuali e dalle tracce eventuali di sverniciatore e di vernici pregresse usando alcool a 94,5 ° o a 99°; ora il tessuto ligneo è a poro aperto ed è pronto per ricevere un trattamento antitarlo. Usate prodotti “professionali” a bassa tossicità e distribuite con un pennello il prodotto su tutte(!) le superfici abbondantemente; in caso di attacchi biologici cioè attacchi di tarli o di altri xilofagi(mangiatori del legno) estesi, tanto da definirsi una pseudo infestazione, potete potenziare l’effetto dell’antitarlo imbustando il portone, cioè avvolgendolo con pellicola trasparente in modo da creare una specie di camera stagna che manterrà più a lungo il liquido antitarlo a contatto col legno non facendolo evaporare immediatamente e costringendovi i tarli al contatto (il che darà risultati importanti). Lasciandolo poi imbustato per 20 giorni, l’azione dell’antitarlo sarà massima.
  • Quando la fame entra dalla porta, l’amore esce dalla finestra. (Proverbio)
  • Lo abbiamo trattato con l’antitarlo ed ora Vittorio? Adesso dovrete iniziare a fare tutti gli interventi di falegnameria già illustrati precedentemente nel caso di restauro senza decapaggio; per cui fate le pezze, il rifacimento delle cornici e l’occlusione di squarci e buchi. Dopo aver fatto le pezze ed averle adattate con carta o tela abrasiva potrete cominciare a realizzare delle stuccature. Usate stucchi a base acquosa non nitrosintetici o a solvente, non quelli da carrozzerie…, ma da e per il legno; scegliete lo stucco del colore più simile all’essenza del portone, ovviamente io lo stucco me lo preparo da solo, ma per un neofita diverrebbe complicato. All’asciugatura delle stuccature, con paglietta fine rimuovete lo stucco in eccesso lasciandolo solo dove necessario e per la precisione in quelle microfessure tra pezza e supporto ligneo.
  • Alla porta di chi ride, fortuna giunge. (Proverbio giapponese)
  • Un corretto restauro non prevede l’uso dello stucco per saturare tutte le crepe e le mancanze! Fessure, mancanze, distacchi si riparano facendo delle pezze in legno.
  • Il Maestro apre la porta, ma tu devi entrare da solo. (Proverbio Cinese)
  • Ma che finitura ci consiglia Vittorio? La finitura non è solo una scelta personale e di gusto; per prima cosa chiedete in Comune se esistono vincoli o pretese sulla finitura e sul colore, questo è fondamentale sopratutto in un centro storico, se poi in tal senso siete liberi di agire allora farei una cosina…andrei a vedere le vecchie foto e cercherei di capire com’era in origine la finitura del vecchio portone in legno quando nacque e mi atterrei a questo aspetto. In generale una finitura a laccatura o comunque un portone verniciato a smalto e colorato, resiste di più alle intemperie ed agli ultravioletti(U.V.) che un portone con finitura legno a vista, ma molto dipende anche dalla posizione cioè dall’esposizione. Se all’esterno, ma protetto(in un portico per esempio)la resistenza della finitura sarà certamente maggiore; le vernici contengono opportuni filtri contro gli U.V.
  • Ci saranno mille porte chiuse nel cammino della tua vita, ma ci sarà sempre una porta aperta, stà a te trovare quella porta che ti porterà al successo, mai arrenderti. (Amharref Walid)
  • Vittorio ci sono tanti tipi tipi di vernici come comportarci nella scelta? Facciamo un pò di storia delle vernici industriali in modo possiate capire meglio. Sin dall’antico egitto per realizzare una finitura verniciante si utilizzava olio di lino e sino al 1800 quest’ultimo restò l’unico prodotto in uso; a questo, ma cotto, da quel momento si cominciarono ad aggiungere delle resine per migliorare la velocità di essiccamento ed altre proprietà del film, sino ad arrivare agli inizi del 1900 con i primi polimeri sintetici(resine fenoliche) usate come leganti assieme all’olio di lino. Intorno al 1918 cominciarono ad impiegare la nitro che con l’uso della pistola a spruzzo velocizzava l’essicazione ed i relativi processi rendendoli industriali. Dal 1930 con l’impiego delle resine alchidiche le vernici hanno avuto per circa 50 anni questa caratteristica, sino al 1970 con la scoperta delle resine acriliche che hanno sostanzialmente ridotto il mercato delle nitro e delle resine alchidiche; negli anni però si sono avute molte innovazioni, le pitture a base di emulsioni acquose e di acetato di polivinile (1950) e più tardi le epossidiche e le poliacriliche (anni ’60) e molto più tardi con le vernici a polveri (poliesteri insaturi) e l’adozione delle vernici per legno reticolabili con radiazioni UV (1970). Ed ancora… negli anni lo sviluppo è stato intenso con l’introduzione sia di nuove classi di polimeri quali nuove resine epossidiche e le resine poliuretaniche, sia di nuove tecnologie di applicazione(elettrostatica, elettroforetica, etc.). Ultimamente data la tendenza generale a ridurre e talora ad eliminare l’impiego dei solventi organici o ad impiegare l’acqua come mezzo disperdente, le vernici sia quelle colorate che quelle trasparenti di produzione industriale, sono tutte “Vernici all’acqua”.
  • Chi vuole il male degli altri, il proprio è dietro la porta. (Proverbio)
  • Ma esistono Vittorio anche vernici artigianali? Si, nel restauro di mobili antichi esistono altre finiture più pregiate e specifiche per mobili antichi e talvolta porte e portoni antichi; tra queste, detta anche la madre del restauro, la gomma lacca. Di questa ho già accennato sempre in questa pagina in altri contesti; molte porte e portoni antichi sono in origine stati finiti a gommalacca, anche se la gommalacca non è realmente molto protettiva in impieghi esterni, ma  porte antiche pregiate sopratutto nate per gli interni e qualche portone esterno ben protetto, erano finiti così ed ancor oggi così dovremmo finirli. Se un vecchio portone lo dovete collocare in casa, in un’interno, per arredare, sappiate che la gommalacca Vi garantirà sul colore, caldo, per l’evidenziazione massima della venatura, per la patina ineguagliabile e perchè sembrerà davvero molto antico e di sapore. La gommalacca è una vernicetta costituita da scaglie disciolte in alcool; la trovate già pronta e liquida anche in ferramenta(anche se non avrà mai la densità che adopera un restauratore); sul tessuto ligneo preparato molto molto bene cioè finito di falegnameria, stuccato e lisciato molto bene, se non necessita di una mordenzatura, potete provare a dare la gommalacca ed il modo più semplice per chi è inesperto è di darla a pennello. Và data senza ripassare ed aspettando per la sua asciugatura almeno 24 ore; tenete presente che un restauratore dovrebbe darla sempre a tampone(stoppino o alla francese), ma siccome tale sistema è complesso datela a pennello. La finitura a gommalacca è prevalentemente lucida, ma se intendete non avere tale lucidità potreste dare una bella mano di cera finale previa spagliettatura fine.
  • Imparare e pensare sono come trovarsi fuori dalla porta (frase Zen)
  • Che precauzioni devo usare con la gommalacca Vittorio? Innanzitutto mentre date la gommalacca non devono esserci spifferi ne correnti di aria fredda nell’ambiente e deve esserci caldo, altrimenti potreste incorrere in strani risultati, poi il pennello deve essere pulitissimo e dovete usarlo solo per questo impiego specifico, non Vi consiglio inoltre di darla a spruzzo, sarebbe da considerare una bestemmia per molti maestri restauratori e non è facile realizzare verniciature a spruzzo con la gommalacca; tenete inoltre presente che più mani sovrapposte daranno una grande lucidità. Un consiglio… fate esperienza e provate su un pezzo di legno di prova per capire come operare, poi sul portone o sulla porta. Ultimo suggerimento…essendo la gommalacca a base di alcool a 94,5° o a 99°, evitate in ambiente chiuso di starci sopra respirandola, le esalazioni dell’alcool vi inebrieranno come se aveste bevuto dell’ottimo vino facendovi girare la testa, per cui…usate una mascherina!
  • I topi non ballano davanti alla porta di casa del gatto (proverbio africano)
  • Vittorio lo sverniciatore sembra non rimuovere la vernice perchè? Ritorniamo al decapaggio ed allo sverniciatore… sappiate che ultimamente vengono prodotti sverniciatori in base acqua e sono più lenti nella loro azione, meno tossici proprio a causa della loro lentezza, ma lavorano più in profondità e agiscono su più strati di vernice. Lo si lascia agire in abbondante quantità e più a lungo, magari ridandolo. Mi raccomando copritelo bene con sacchi o teli di plastica evitando il contatto da parte di chiunque, animali compresi e sempre… mascherina e guanti!.
  • Dura è la mia lotta e torno con gli occhi stanchi, a volte, d’aver visto la terra che non cambia, ma entrando il tuo sorriso sale al cielo cercandomi ed apre per me tutte le porte della vita. (Pablo Neruda)
  • Se volessimo un’effetto meno lucido della gommalacca Vittorio? Per ottenere una minore lucidità(come già detto) e per proteggere meglio il manufatto(il vecchio portone) si può spagliettare con paglietta di ferro molto fine la finitura a gommalacca e poi cerare il portone vecchio; tenete presente che le mani di gommalacca dovranno essere più di una per creare una patina di spessore e che la spagliettatura deve essere fine, cioè mirata solo alla rimozione della lucidità superficiale non a rimuovere la gommalacca che abbiamo dato a pennello! Ciò significa che dovremo essere leggeri con la paglietta e dovremo fermarci appena vedremo l’opacità.
  • Chi è in casa d’altri lasci i propri difetti sulla porta. (Proverbio)
  • Come si fà a dare la cera Vittorio? Dopo aver spagliettato ATTENTAMENTE E LEGGERMENTE, il manufatto, aspirate il tutto e pulite con un panno morbido, comperate(evito di spiegarvi come realizzare da soli la cera, l’encausto ecc. ecc. è difficile, ma più avanti c’è un link interessante al quale fare eventualmente riferimento…) una confezione di cera d’api vergine cremosa(non dura e secca) che contenga anche una parte di cera carnauba(in genere c’è scritto sulla confezione) e distribuitela sul manufatto ligneo a pennello(se non la trovaste in ferramenta chiedetela ad un restauratore che Ve la preparerà). Il trattamento và eseguito in ambiente caldo, darete un velo di cera ben distribuita dappertutto, poi dapprima con panno in cotone rimuovete gli eccessi di cera e con un secondo panno in lana, che non rilasci pelucchi, strofinando luciderete. Per chi volesse ulteriori indicazioni approfondite Vi invito a leggere l’interessante e specialistica pagina di Wikipedia sulla lucidatura dei mobili.
  • Ma Lei Vittorio che cera usa? Io mi faccio da solo la cera, e preparo per me più tipi di cera diversificata per impieghi; ne ho una a base di terpene d’arancio concentrata e cremosa, un’altra più liquida per la sola manutenzione dei mobili stessi, un’altra per le laccature, un’altra ancora per le coloriture, ed un’altra in emulsione per le patinature. Sono tutte cere che contengono cera d’api vergine, il terpene come solvente biologico in maggiore, minore quantità oppure senza e cera carnauba anche questa con differenti dosaggi.
  • Scopo della scienza non è tanto quello di aprire una porta all’infinito sapere, quanto quello di porre una barriera all’infinita ignoranza. (Bertolt Brecht)

  • Vittorio dopo il decapaggio il legno é diventato molto più chiaro come faccio a scurirlo? Già Vi avevo accennato in un punto precedente che nel caso fosse stato necessario, prima della finitura, il portone poteva essere mordenzato; la mordenzatura è una fase del restauro che ha la funzione di aggiungere colore al legno per valorizzarne la colorazione naturale o per scurirlo. I Mordenti sono coloranti e ce ne sono di vari tipi e composizioni nonchè colori(rovere, noce chiaro, noce scuro, noce antico, ecc.); in genere sono in grani o polveri da diluire in acqua, alcool o olio. Se il legno è molto poroso non è consigliabile usarne ad acqua meglio ad alcool. Nella stesura occorre prestare attenzione, esiste una tecnica per evitare macchie e non è di facile spiegazione nè di facile esecuzione. Vi consiglio di fare dei test su una tavola di prova per rendervi conto di come dovrete mordenzare il portone; “nè troppo ne troppo poco”, dandolo a pennello aiutatevi nell’evitare accumuli di mordente sul portone(che diverrebbero macchie) con un’altro pennello asciutto o straccio. Inoltre se userete una vernice acrilica trasparente, usate il mordente(detto anche impregnante) della stessa marca della finitura in quanto altri mordenti potrebbero non essere compatibili. Nell’uso dei mordenti sempre mascherina e guanti!
  • Un congedo opportuno lascia dietro una porta sempre aperta. (Erri De Luca)
  • I mordenti Vittorio sono compatibili con le colle? Bella domanda! In effetti i mordenti ad alcool possono deteriorare o ammorbidire le colle, pertanto in questi casi prima occorre fare una prova poi eventualmente proteggere gli incollaggi.
  • Santa Chiara, ropp’arrubbata, facetter ‘e porte ‘e fierro. Alla Basilica di Santa Chiara, dopo il saccheggio, misero i portoni di ferro. (Proverbio napoletano)
  • Posso mordenzare Vittorio ad alcool e poi stenderci sopra la gommalacca? Essendo il mordente ad alcool come la gommalacca ad alcool, non si può mordenzare e subito dopo stendere la gommalacca, è necessario aspettare circa un mese per cui fate le opportune valutazioni.
  • E’ inutile che continuate a chiudere porte se poi guardate dallo spioncino. (Anonimo)
  • Vittorio come faccio? C’è una parte del portone che si sbriciola, è tenera, non è solida e dura, si può indurire e come si fa? Si chiama consolidamento del legno questo intervento, ed è realizzabile in più modi, con sostanze naturali e con sostanze ottenute da sintesi chimica. E’ un processo delicato e se cerchiamo garanzie strutturali dovremmo sostituire la parte in legno incriminata; se non necessario l’intervento di sostituzione, possiamo procedere per esempio con cera d’api vergine data a caldo iniettandola o immergendo la parte lignea nella stessa cera. Altra soluzione si ottiene con la colla forte, una colla antica di origine animale(ottenuta dalla bollitura di residui delle lavorazioni di macelleria come pelli, ossa, cartilagini di bovini), oppure con la colla di coniglio(ottenuta dalla bollitura dei residui della pelle di coniglio). Entrambe date a caldo, non sopportano però l’esposizione a umidità ed acqua sciogliendosi. Un’altra soluzione è nell’utilizzo di olio paglierino (ed olio di lino) che in particolari condizioni di esposizione alla luce, umidità e temperatura, polimerizzano triplicando i legami tra gli atomi ed in definitiva rendendo le zone interessate più dure e solide. Metodo semplice ed a basso costo, non nocivo e fruttuoso. Per le sostanze chimiche invece esiste un copolimero a base di resine acriliche da sciogliere in un solvente a Vs. scelta(nitro, acetone,ecc.) reperibile in commercio, come pure l’acetato di polivinile e le resine epossidiche. Per mia scelta professionale Io evito di usare sostanze chimiche e preferisco quelle naturali. Sempre a proposito di sostanze naturali Vi svelerò un piccolo segreto per il consolidamento….
  • Volete un segreto nato dalla mia esperienza, per consolidare un supporto ligneo in modo naturale?  Vi descrivo tutte le fasi…Aspirate attentamente le polveri e le parti non coese, trattate la zona incriminata con un’ottimo antitarlo PROFESSIONALE, effettuate una polimerizzazione della zona con olio paglierino e pochissimo olio di lino crudo(1/10)non cotto, ben emulsionati e tiepidi, lasciate asciugare e dopo qualche ora togliete l’olio in eccesso non assorbito. Aspettate qualche giorno l’assorbimento, poi in ambiente sempre caldo… con l’alcool a 99°(evapora prima) usato per lavare e tenere sempre in ammollo il pennello della gommalacca(pertanto più alcool che gommalacca… in una proporzione di 80-90% alcool e restante gommalacca), a pennello, date molte mani copiose di questo composto, mani a distanza di 20-30 minuti una dall’altra, oppure immergete la parte e successivamente toglietela(ma è preferibile darla a pennello). Praticamente otterremo depositi stratificati successivi di gommalacca che penetra agevolmente in tutta la zona porosa data la grande liquidità e man mano che si deposita e si asciuga aumenta di durezza compattando saturando ed indurendo le fibre di cellulosa scomposte e rotte. E’ necessario dare molte mani nell’arco del giorno e poi aspettare 24-36 ore che la resina(la gommalacca è una resina terpenica...) solidifichi diventando una plastica naturale, ma che da solidificata sarà di elevata durezza. Il processo va’ ripetuto sino a saturare completamente la zona cedevole realizzando ottimi risultati. Questo è un’esempio di una porzione inferiore di una porta antica fatta a mano, consolidata e sanificata con questo mio metodo naturale.
  • Vittorio stò restaurando una porta antica seguendo le Sue indicazioni, questa porta però è ricoperta da un sottilissimo strato di legno ed in alcune zone questo sottile strato è mancante e rotto irregolarmente, come faccio? Quella porta è impiallacciata (o impellicciata); ciò significa che su uno scafo di legno(in genere non pregiato)è stato incollato un ” piallaccio ”  cioè un foglio sottilissimo di legno più pregiato(in genere noce nazionale, mogano, palissandro, ciliegio). Dovrai studiare attentamente le mancanze da integrare con atteggiamento progettativo, disegnarle con una matita dopo aver posto sull’impiallacciatura carta gommata, definire le linee di taglio ed eseguire i tagli  che ti consentiranno di asportare la zona rotta in modo frastagliato. La preparazione e la traccia a matita è molto importante, come è importante munirsi di un cutter, taglierino o lama molto affilata per tagliare in modo pulito e netto la parte di impiallacciatura da asportare. Vai da un falegname o presso una rivendita di legnami o da un restauratore, con una porzione dell’impiallacciatura che hai rimosso e cerca dell’impiallacciatura il più possibile somigliante per spessore(appena un pò più spessa di quella originale è meglio), sfumature, venatura e fiammatura oltreché per essenza e colore(anche se il colore dovrai adeguarlo successivamente). Per facilitarti nel ritaglio dei pezzetti di impiallacciatura nuova da adattare nelle sedi dove l’hai tolta, fatti dei piccoli pezzettini di carta esattamente a misura e con la forma che devi realizzare nell’impellicciatura e tagliala col cutter o con le forbici in modo preciso. Prepara tutte le “pezze” adattando le sedi dopo averle pulite e rimuovendo eventuali tracce di colla e… “provandole” cioè verificando che la pezza stia perfettamente nella sede senza ballarci ne facendo fatica ad entrarci. Sappi che se troverai difficoltà a rimuovere l’impellicciatura rovinata dopo averla intagliata, potrai utilizzare questo trucco…poni sulla zona specifica una pezza umida e poi il ferro da stiro caldo ed aiutati con una spatola e vedrai che l’impellicciatura si staccherà. Questo avviene poiché l’impiallacciatura era sempre incollata con la colla animale (detta anche colla a caldo, garavella, colla da falegname, colla Cervione) una colla che si ricava per bollitura prolungata di residui di tessuti animali(cascami) residui della macellazione e che ha la caratteristica di sciogliersi se riscaldata. Nel caso di avvallamenti o mancanze sulla superficie da impiallacciare, dovrai fare delle stuccature e carteggiarle finemente onde evitare che questi avvallamenti si vedano anche dopo aver incollato l’impiallacciatura; mi raccomando il senso della venatura! L’Uso della colla garavella è complicato necessita di un minimo di esperienza per cui per semplificarti l’intervento Ti consiglio di usare(purtroppo…)una vinilica, ne sono dispiaciuto, ma non dovendo Tu fare il restauratore, ma solo riparare questa porta, con fatica…, ma Te lo consento. In questo caso premunisciti di tavolette in legno appropriato e morsetti, ricordando che l’incollaggio avrà successo solo se le due parti da incollare(scafo e impiallacciatura) dovranno “sputare” colla, cioè il serraggio dei morsetti dovrà essere perfetto, in altre parole se non “sputa” colla l’incollaggio non terrà. Pulisci bene dalla colla in eccesso evitando il più possibile di sporcare l’impiallacciatura(la colla macchia!). Un’altro modo per incollare l’impiallacciatura allo scafo è quello di aiutarsi con pezzetti di compensato di misura opportuna, inchiodato sull’impiallacciatura allo scafo con chiodi specifici detti ” gruppini ” che sono dei piccoli chiodini senza testa, piegati o schiacciati sul compensato stesso; attenzione ad evitare che la colla che fuoriesce faccia incollare l’impiallacciatura al compensato e per evitarlo frapponete un foglio di giornale o carta assorbente(che poi rimuoverete con cura). Per garantirti la presa usa anche dei pesi che schiaccino ulteriormente le parti incollate, e non dimenticate che i pezzi di impiallacciatura nuova, non dovrebbero avere forma rettangolare o quadrata in quanto molto più visibili di altre forme geometriche più camuffabili. Questi consigli in merito all’intervento sull’impiallacciatura di una porta sono adottabili anche nel caso di un’intervento su un mobile impiallacciato. Purtroppo senza un minimo di formazione specifica è difficile realizzare un’incollaggio con la colla a caldo, prepararla, stenderla e realizzare l’incollaggio con la martellina specifica per cui ho dovuto puntare su una colla vinilica che peraltro io non userei mai per impiallacciare, ma chi non ha mai restaurato deve essere aiutato nel modo più semplice. Comunque dopo l’avvenuto incollaggio delle parti di impiallacciatura nuove, dovrete, salvaguardando la patina del resto del mobile e coprendola con carta gommata, adeguare il colore e la patina delle nuove pezze all’impiallacciatura coeva. Questo si realizza, carteggiando con carta abrasiva finissima, eventualmente bagnata nell’olio paglierino(diminuisce l’abrasività), stuccando se è necessario e poi carteggiando finemente di nuovo e mordenzando(tingendo) le pezze sino a renderle uguali al resto del mobile. Rammentate che patinare a gommalacca le pezze Vi aiuterà moltissimo all’adeguamento prima dell’eventuale lucidatura che in genere per mobili e porte impiallacciate è a tampone(cioè una lucidatura molto evidente e brillante). In generale l’impiallacciatura ha spessori inferiori al millimetro mentre la lastronatura ha spessori superiori al millimetro.
  • Se la porta antica è lastronata cosa devo fare Vittorio? Se devi intervenire su una porta lastronata(o su un mobile lastronato), per quanto è possibile non sverniciare tutta la porta(o il mobile) se non è assolutamente necessario, programma e progetta gli interventi di integrazione e sostituzione della lastronatura con altra della stessa essenza, incidi, taglia e sega con tagli netti e precisi la vecchia lastronatura, prepara le sedi delle tessere avendo cura di pulirle accuratamente stuccandole se necessario, prepara le tessere sagomandole perfettamente e provandole a secco nelle rispettive sedi, incolla e se non sai usare la colla a caldo usa una vinilica(purtroppo), usa morsetti, pesi o pezzi di compensato con i chiodini, adegua la coloritura delle parti reintegrate con mordente e patina a gommalacca.
  • …continua presto…

SOLO SHABBY !

  • Shabby Chic-Decapè  lo stile shabby chic(vedi definizione di Wikipedia), letteralmente significa l’usurato elegante ed  è un’elegante interior design o se preferite una deliziosa tecnica con la quale realizzare la finitura di porte e mobili; molte anche le possibili varianti, dall’aggiunta della foglia d’oro o d’argento, all’anticatura(ovvero una patinatura che riproduce, oltre al consumo del colore, la sporcatura del colore stesso, che in alcune zone sembrerà più consumato e “sporco”, con macchie create ad hoc). Altre varianti minimali sono quelle di chi differenzia il mobile Shabby Chic dal mobile ” In Stile” Shabby Chic, che, come per l’antiquariato, diversifica un mobile ridotto in Shabby dal tempo autenticamente ed il mobile trasformato in Shabby da Noi. Oppure la differenza tra Shabby Chic e Country Chic, una variante che identifica il Provenzale detto anche French Chic. Ovviamente questa tecnica e tendenza non riguarda solo i mobili nuovi, ma anche e sopratutto, i vecchi mobili, tutte le vecchie porte di legno ed i portoni nati ed usati per anni all’esterno(tecnicamente si definisce relooking e home relooking), che altrimenti, non avendo alcun valore né estetico né antiquariale, sarebbero gettati via. Peraltro dalle isole ecologiche(…?) molti di questi vecchi mobili finiscono tritati per farne truciolare e pellet… Spesso mi portano porte e mobili, che in casa, da neofiti, qualche marito ha provato a Shabbare e poi la Sua signora non ne ha accettato i risultati, magari arrabbiandosi col consorte; mi si chiede poi pertanto, di “metterci una pezza” ed io lo faccio. Prima di partire e realizzare lo shabby da soli, chiedete, provate, non è difficilissimo, ma neanche banale. Se vedete che in una porzione, su un pezzo di legno(non sul mobile o sulla porta…!), non riuscite, non Vi convince il risultato, riprovate, tentate in tutti i modi, ma non c’è nulla di peggiore che rovinare il mobile ed arrabbiarsi. Non siamo tutti portati per queste finiture artistiche ne tutti dotati di ottima manualità’.
  • Asini, contadini e cani per chiuder porte non hanno mani. (Proverbio)
  • Ma se colorando un mobile carteggiato per fare lo Shabby, salta fuori un’altro colore? Può succedere, prima provate sempre a verniciare una piccola zona, ciò comunque significa che il legno è stato tinto con un mordente; occorre prima rimuovere questo mordente con alcool a 99° o acqua ed ammoniaca(a secondo del mordente adoperato). Attenzione ai vapori dell’ammoniaca ehhh!
  • “Nuvole in viaggio, chiari reami di lassù! D’alti Eldoradi malchiuse porte !” (Eugenio Montale)
  • Sono stufa, quelle porte le butto, ho voglia di cambiare! Se intendete ristrutturare il Vostro appartamento, oppure se siete solo stanchi delle porte tinta legno che avete in casa, le tipiche porte montate su controtelaio e cassamatta, quelle in laminato o in legno, bene….non buttatele via subito per sostituirle con altre. Aspettate  un’attimo forse potreste risparmiare! Quelle vecchie porte possono essere finite in Shabby Chic Naturale, oppure per esempio essere laccate e finite in color avorio ed anticate, e tornare ad arredare gradevolmente la Vostra casa risultando addirittura di tendenza senza spendere molto.
  • I cani piccoli davanti alla porta si sentono grossi. (Proverbio)
  • Realizzate la finitura Provenzale su vecchi portoni o su porte vecchie e mobili? Certamente si’ e nei colori che desiderate, anche con filetti e cornicine di colori diversi dal resto e sono tutte coloriture realizzate solo a mano a pennello. Come già detto questa finitura e tendenza viene detta anche Country Chic e French Chic
  • Felice colui che non passa porta altrui.(Proverbio)
  • Restaurate una porta vecchia o antica laccata senza rilaccarla, mantenendo tutte le mancanze, le macchie, le ombre e gli effetti chiaroscurali? SI’, riesco facilmente a mantenere tutte le mancanze di colore, le macchie ed i segni del tempo, con un’intervento di restauro totalmente conservativo. Dopo attento decapaggio, cioè pulitura attenta e disinfezione, tutto ciò che appartiene alla porta ed al supporto verniciato o laccato, viene fissato senza modificarlo, un vero e proprio shabby naturale, un’esempio è questa porta antica a giorno restaurata che la cliente ha voluto farmi restaurare e pulire senza minimamente “cambiarla” in alcun modo.
  • “Dice un proverbio arabo che ogni parola, prima di essere pronunciata, dovrebbe passare da tre porte.
    Sull’arco della prima porta dovrebbe esserci scritto: ” È vera?” Sulla seconda campeggiare la domanda: “È necessaria?”. Sulla terza essere scolpita l’ultima richiesta: “È gentile?”. Una parola giusta può superare le tre barriere e raggiungere il destinatario con il suo significato piccolo o grande….Nel mondo di oggi, dove le parole inutili si sprecano, occorrerebbero cento porte, molte delle quali rimarrebbero sicuramente chiuse….” (Tradizione popolare araba)
  • Shabby Chic-Decapè; In Shabby Chic possono essere trasformati, riusati e finiti anche i mobili, anche quei vecchi mobili scuri, anche impellicciati, bruttini, senza alcun valore antiquariale! prima di buttarli, sappiate che io né ho trasformati moltissimi, con modica spesa(vedi la mie gallerie Shabby Chic); eviteremo di distruggere inutilmente qualcosa che può ancora essere utilizzato e che con un nuovo look sara’ molto gradevole.
  • Shabby Chic Naturale: occorre Vi spieghi che lo Shabby Chic Naturale che io realizzo su porte e portoni vecchi ed antichi, ma non solo, anche su molti mobili e oggettistica, è naturale. Naturale significa che:
  1. La shabbatura viene realizzata a mano con carte, tele abrasive ed altri attrezzi idonei di mia fattura e non a macchina, cioè industrialmente. Ciò significa che ogni porta finita in Shabby da me, sara’ sempre diversa dalle altre, non potranno mai essere assolutamente uguali due porte, in quanto la finitura è manuale ed esclusiva.
  2. La laccatura viene realizzata solo a mano a pennello e non a spruzzo.
  3. Non vengono usate vernici a solvente ne paraffina.
  4. La laccatura è realizzata solo con grassello di calce(a richiesta) e idropitture naturali.
  5. Il grado di usura, di consumo del colore, la shabbatura, viene personalizzata ed eseguita anche davanti al cliente(o attraverso foto) assecondandolo ed intervenendo maggiormente nei punti che indica e che preferisce siano shabbati.
  6.  Il fissaggio del colore e della shabbatura non avviene con vernici trasparenti, ne acriliche, ne a solvente. Il fissaggio è realizzato solo con tante mani di cera d’api vergine senza solventi.
  7. In quest’ ultima fase, se il cliente lo desidera, posso intervenire riproducendo macchie di finto “sporco”, anticature, patinature particolari, per scurire eventualmente alcune zone realizzando un’effetto più antico.
  • Shabby Chic: in shabby si può fare anche l’oggettistica Vittorio e sta’ bene? Si la tendenza o lo stile Shabby prevede che tanti oggetti, oltre a mobili e porte, possano essere finiti in Shabby Chic- Decapé ed io realizzo oggetti piccoli e grandi in shabby, sia in legno che in metallo. Una delle caratteristiche di questo stile(a differenza di atteggiamenti arredativi che puntano sul contrasto tra gli oggetti per arredare) risiede nel fatto che un’oggetto in Shabby sta’ meglio se ne ha altri intorno che gli fanno… compagnia, è in altre parole apprezzabile l’unitarietà stilistica nello shabby, è come se, solo una madia in shabby sia poco…è necessario che altri oggetti siano simili allo stesso, allora tutto lievita sensualmente…
  • Shabby Chic: quali oggetti sono più adatti da shabbare e per arredare, in Shabby? OK  Vi faccio un’elenco dettagliato di cose da me fatte e di idee realizzabili a prezzi bassissimi divertendovi e creando un’ambientazione shabby:
  1. Uno stilema!(vedi significato su Wikipedia). E’ l’oggetto in assoluto più caratterizzante lo stile Shabby… la gabbietta !!! Si’ una vecchia(o antica), semplice o elaborata, gabbietta per uccellini(e mi raccomando senza uccellini dentro lasciamoli liberi poverini…). Anche imperfetta e con qualche rottura(cercatele! nelle cantine, garage e soffitte ce ne sono ancora parecchie) diventano deliziose, femminili, decorative, e strappano il sorriso…Per l’aspetto funzionale potete sbizzarrirvi, fiori secchi all’interno, castagne(shabbate o nature), foglie grandi e secche, piante grasse, una grossa candela consumata, melagrane. Colori Vittorio? Bianco assoluto, ma anche marrone(terra o ruggine).
  2. Cornici e cornicette ! Tutte quelle che avete, di plastica o di legno, anche vecchie, shabbate sono di una delicatezza unica! Colori? Bianco, bianco anticato con ombre scure, ocra gialla chiara, grigio chiarissimo, bianco con finto sporco tendente al grigio, avorio anticato. Ma anche in questo verde chiarissimo a ricordare la Provenza; e non solo con all’interno una stampa, sono deliziose appese anche solo shabbate e vuote!
  3. Vecchie spazzole con manici in legno ! Il manico shabbato di una spazzola vecchia da toilette rende l’oggetto, tipicamente femminile ed intimo, un’ oggetto d’arredamento.
  4. Vassoi, scatole di legno e latta ! Le scatole shabbate creano un’atmosfera di festa, gli oggetti si muovono a nuova vita, sono illuminati dal chiaro del colore, sembrano puliti, ma non nuovi.
  5. Annaffiatoi in lamiera zincata o in latta ! Deliziosi… il loro riuso li rende diversi dal loro semplice uso, quasi che diventando complementi d’arredo si riposino ed appaiano in una luce completamente diversa.
  6. Bottiglie, contenitori in vetro o ceramica ! Tutti i piccoli contenitori di profumi, piccole bomboniere in porcellana che non sapete che farne, vasetti, tutti shabbabili e tutti resuscitabili in shabby.
  7. Libri !? I libri in shabby? Certo…per creare ambiente, ho shabbato vecchi ed antichi libri, modica spesa, ma effetto violentemente nordico, vintage, illuminante! Pochi libri in giro, fasciati da piccole strisce di stoffa e nastri e l’ambiente si risveglia.
  8. Nastri, pizzi e merletti; coi nastri avvoltolate i libri vecchi, usurati, consumati e(fintamente) impolverati, farà tanto romantico…
  9. Vecchie sedie. Volete l’effetto bistrot? Bene… vecchie sedie pieghevoli o meno(ed anche vecchie sdraie in legno), consumate al punto giusto e Vi arredo la tavernetta.
  10. Vecchio parquet o tavole nuove ! Un vecchio parquet o uno nuovo realizzato con tavole di abete tutto shabbato e cerato? Altra realizzazione deliziosa…
  11. Un manichino in Shabby ?! Certo! immaginatelo all’interno di una boutique…
  12. Vecchie lanterne ! Altro oggetto che magari abbiamo in casa solo per raccogliere polvere e che possiamo riusare in modo divertente.
  13. Vecchie Scale ! Si’ proprio le vecchie scale di legno! quelle fatte a mano dai contadini! Sempre presenti nelle case di campagna(bellissime anche finite legno a vista attaccate ad una parete!), ma shabbate, e magari collocate in cucina appese al muro, o in sala sopra ai divani, oppure ancora sospese a soffitto con attaccati dei faretti di tendenza, un’altra chicca che Vi regalo…
  14. Piccole Ghirlande e corone di fiori secchi ! Shabbate in bianco ed appese alle pareti…
  15. Vecchie Specchiere ! Belle, bianche, freschissime come stelle a parete, dopo essere state shabbate, e non preoccupatevi se adesso sono brutte, scure, dorate a porporina o tinta legno e vecchie…Vi sorrideranno candidamente. E se non ne avete una, Vi do’ un’idea da sballo che realizzerete con poca spesa …prendete due vecchie persiane ed il relativo telaio; all’interno del telaio inserite lo specchio poi shabbate(o portatemela che Ve la shabbo io) ed eccovi una grande specchiera da mettere ovunque.
  16. Rose !!! Alcune rose(finte), shabbate in bianco, poste sui mobili qua’ e la’, non possono mancarVi…
  17. A proposito dimenticavo…su youtube ho inserito 2 video, uno sulle mie porte vecchie ed antiche ed un’altro specifico su alcuni miei lavori solo in shabby chic naturale
  18. Cesti e cestini ! Non può mancare qualche cesto di quelli che ci regalano per Natale con dentro frutta o prelibatezze, invece di buttarli, shabbati in bianco…, qua’ e la’ con riviste all’interno.
  19. Grucce ! Sapete quelle in legno di faggio?! Bene shabbate e lasciate in giro, appese ed a vista, altro oggetto necessario…
  20. Biancheria Vintage ! Necessaria, appesa a grucce, quelle precedenti shabbate, qualche lenzuolo bianco vecchio piegato, sottovesti della nonna, camicioni, merletti e pizzi…tutto in un candido disordine e se volete indossateli…
  21.  Una o due cassette da frutta (e non solo da frutta!) Si’ anche quelle ho shabbato per una cliente… Carinissime, una chiusa lateralmente ed una aperta, bianche, con riviste all’interno e gomitoli di lana bianca. E le cassette in legno che, una volta in sostituzione del cartone, servivano a trasportare e contenere di tutto? Queste cassettine in legno con le scritte sono deliziose ed arredano moltissimo! anche al naturale e non in shabby! Io le aspiro, pulisco, disinfetto con sostanze naturali e le vernicio con vernice trasparente atossica.
  22. Fiori ! Non shabbati assolutamente…, ma fiori veri tanti, freschi, semplici, violette, fiori di campo, margherite, papaveri, richiami lontani dell’Olanda e della rivoluzione che la primavera produce. Con qualche rosa bianca…
  23. Strumenti musicali e loro custodie ! Vecchi strumenti musicali non funzionanti, ma anche custodie shabbate in bianco dopo attenta pulitura, tipo questa di un contrabbasso.
  24. Ed i Lampadari…? In un’interno shabby consiglio due tipi di lampadari: a gocce, vecchi, antichi o moderni, vetro o cristallo e dorati. In alternativa, lampadari in legno a bracci, tipo torciera antica anche intagliata e shabbata in bianco. Poi nella logica del riuso, lampadari si possono ottenere anche da altri oggetti shabbati ed un’esempio sono i carri agricoli in legno, dai quali alcune parti(e non solo le ruote…) possono divenire splendidi oggetti di illuminazione, magari realizzati in shabby naturale. In tal senso guardate le foto di come ho trasformato una parte di carro antico in lampadario in shabby naturale.
  25. Tieni corsi di Shabby Vittorio ? Me lo chiedete spesso…Si’, solo personalizzati (non per 8 persone…), della durata( in teoria) di 10 ore, ma in realtà il corso dura… fino a quando non Vi sentirete pronte o pronti ed in grado di realizzare un’oggetto in Shabby. Pertanto potreste fare anche due giornate allo stesso prezzo di 200 euro IVA esclusa. Il fine è che chi partecipa capisca e sappia realizzare lo Shabby praticamente ed a casa propria da solo, per cui solo questo determina la durata, l’importo è fisso. E’ consigliato munirsi di un mobiletto di Vs. proprietà sul quale imparerete a shabbare o a shabbizzare.
  26. La location dei corsi? Un semplice ed intrigante laboratorio di restauro, una bottega, dove in mezzo a porte e portoni vecchi ed antichi farete l’esperienza di muovervi, esaltando la creatività, con un camice addosso, tra l’odore della mia cera d’api vergine che sà di arancio, la gommalacca e l’odore forte del legno.
  27. Valigie! Fantastiche…laccate in bianco o avorio e shabbate accuratamente con modica spesa, possono strappare il sorriso a chiunque. Quelle vecchie e brutte, in cartone, divengono delle chicche.
  28. Mattoni! Sì una bella parete in mattoni faccia a vista o in sasso, può essere abilmente dipinta in bianco assoluto e poi shabbata. Ma non solo anche le tavelle in cotto poste a soffitto tra i travetti.
  29. Travi: Sia’ che si tratti di una trave originale e già presente nel Vostro soffitto, o si tratti di una trave piccola o grande e riportata per arredare, sbiancata e shabbata in bianco è deliziosa. Magari non fissate la shabbatura con vernici trasparenti…, usate cera d’api ! Inoltre fate delle prove prima di imbiancare tutte le travi ed i travetti, i legnami tannici come castagno, rovere(quercia) e larice, anche se date più mani di colore, e sia con pittura a calce che con idropitture(non consiglio vernici impregnanti in camera da letto…), tendono a scurire, pertanto dapprima trattate una piccola zona lignea ed aspettate la reazione cromatica. Inoltre ricordate che …anche i travi in pioppo possono trasformare il bianco assoluto in giallo. Questo è un soffitto nel quale ho realizzato lo shabby chic naturale sulle travi grandi mentre i travetti e le tavelle sono stati solo sbiancati, il tutto è stato fissato solo con cera d’api vergine.
  30. Aromi e profumi: non può mancare in questo contesto ciò che di più provenzale ricordiamo sempre, le erbette aromatiche, la lavanda, quei campi pieni…, gli aromi e le fragranze come la menta, il muschio, la cannella, lo zenzero.
  31. Una vecchia bicicletta! Cercate una vecchia bici da un raccoglitore, shabbata in bianco, appesa ad una parete è un complemento d’arredo, come pure nella camera giochi o del bimbo, sara’ un’oggetto d’arredamento esclusivo. E per la bici Ve ne dico un’altra…I Matrimoni Shabby ed i Matrimoni in bici: con gli sposi in bici anziché con la macchina da cerimonia altra cosa romantica e glamour.
  32. Ed i vecchi mobili Ikea? Si’ anche alcuni vecchi mobili della nota marca ho shabbato, trasformandoli…  avevano dato tutto fantasticamente e me li han fatti vestire di shabby con una buona resa arredativa.
  33. E i mobili antichi come stanno a contatto di oggetti realizzati in Shabby? Bene, molto bene; una antica cornice di un dipinto(anche vuota), una consolle in noce, una sedia del ‘ 700, una porta vecchia o antica o un portone vecchio o antico restaurato, una credenza-vetrina, si inseriscono divinamente col bianco di altri oggetti in shabby, guardate per credere! I mobili vecchi ed antichi(tutti direi) stanno bene a contatto dello shabby e stanno bene trasformati in shabby chic naturale. Questa è una piccola credenza-vetrina trasformabile in shabby chic naturale ed in vendita.
  34. Cena Shabby: Una cena Shabby?! Certo, all’interno o in giardino d’estate, un pranzo o una cena  con i Vostri amici, tanti bimbi e fiori, tavoli con tovaglie bianche, tanti oggetti shabbati ed unica condizione per gli invitati, tutti “ Rigorosamente in Bianco “…
  35. Insegne: Lo shabby  utilizza con piacere insegne, piccole o grandi, su legno dipinto o su fondo nero tipo lavagna e con le scritte realizzate con il gessetto. Insegne per caratterizzare tutto, con le scritte più semplici e spesso in inglese: home, caffè, office, kitchen, ecc.oggetti molto semplici da realizzare, ma decisamente simpatici.
  36. Persiane vecchie: Si le vecchie persiane! magari recuperandole dai cassonetti e salvandole dalla distruzione, possono diventare oggetti ricercatissimi dello Shabbismo, oggetti da riusare in tanti modi, possono divenire specchiere, portaoggetti di vario tipo ed ante di chiusura di un’armadio a muro come queste fatte per Anastasia.
  37. Cos’è Vittorio lo Shabby Black: non è un’oggetto da trasformare in shabby, no, è un fenomeno che stà diventando un must, in modo sottile certo, strisciante e silenzioso, ma oltre ai colori chiari, bianco su tutti, ma anche avorio, lavanda pastello e salvia pastello, un’altro colore, il Nero, conquista posizioni nell’interior design, nel riuso e nello shabby sopratutto per i mobili(ma anche nei pavimenti in grès porcellanato). Nero o grigio scuro(quasi ad imitare il mobile da officina scuro e sporco vedi l’Industrial Style) cominciano frequentemente ad essere richiesti e realizzati risultando molto d’impatto come mobili in shabby neri. E’ certamente il risultato di una fusione tra l’industrial e lo shabby e, come alcune pareti nere appaiono sempre più spesso sulle riviste specialistiche e sul web, stà emergendo prepotentemente nel riuso e nelle realizzazioni in shabby chic.
  38. E un carro agricolo antico in legno Vittorio, in shabby? I carri sono splendide ed antiche testimonianze che possono trasformarsi in oggetti d’arredamento in shabby deliziosi, per cui non lasciateli marcire all’acqua; completi, restaurati e shabbati possono divenire tavoli sui quali esporre di tutto, dalle piante in inverno, ai piatti da portata in un buffet, al chiuso, o all’aperto in giardino. Se invece possedete solo parti di un carro non temete anche solo delle porzioni possono divenire in shabby molto carine ed utili. Oltre alle belle ruote da sempre riusate, anche altre parti potranno essere utilissime shabbate e restaurate con attenzione; guardate per esempio al punto n. 24 come descrivo e illustro con le relative foto la mia trasformazione di una di queste parti di carro antico in lampadario in shabby chic naturale.
  39. E un’edicola in legno in shabby Vittorio? Questa, in shabby non potete immaginarla! Un mio cliente ristrutturando, mi ha fatto vedere un’edicola(detta anche tabernacolo), un contenitore di legno di piccole dimensioni a forma di tempietto che aveva la funzione di ospitare e proteggere un’oggetto di culto come la statuina raffigurante un santo e che veniva posta su una facciata della casa o nelle stalle. Buttarla, benchè realizzata in legno dolce, era un peccato, per cui gli ho proposto di shabbarla in modo discreto con una laccatura realizzata nel colore originario ed anticarla(riproducendo anche le macchie). Lui e Sua moglie non immaginavano come potesse risultare restaurata e finita in shabby, sono rimasti meravigliati e compiaciuti e di certo la ricollocheranno nella loro casa.
  40. E le porte ed i portoni in shabby Vittorio? Sì è vero, ho parlato e scrivo di tanti oggetti realizzabili in shabby chic e di porte non ho parlato poi molto, ma solo per un motivo, nell’ampia galleria shabby chic troverete tanti esempi di porte e portoni vecchi ed antichi restaurati e riusati in shabby chic naturale divenendo sogni arredativi che vanno visti, magari collocati, e dei quali non occorre dire molto… Questo per esempio è un portone antico laccato che si può considerare un portone in shabby chic naturale e che restaurato diventerebbe la splendida porta in shabby chic naturale(magari anche scorrevole) della Vostra cucina!
  41. E i piccoli mobiletti pensili, uno stipo, stipi, stipetti, armadietti da muro in shabby Vittorio? Questi sono dei gioielli decisamente femminili ed in shabby saranno eterei così appesi e innalzati verso l’alto; potranno contenere agevolmente in cucina i bottiglini ed i contenitori delle spezie ed in bagno profumi, essenze, fragranze, oli essenziali, unguenti e creme.
  42. Le porte in shabby chic possono essere montate come scorrevoli? Certamente, anche tutte le porte ed i portoni vecchi ed antichi in shabby chic possono, come molte signore e signorine chiedono, montate invece che a battente come scorrevoli; in tal senso vedi il mio kit e la sua composizione dal punto 17 al punto 27 successivo.
  43.  E i bauli trasformati in shabby chic naturale Vittorio? Ne ho trasformati molti ed i bauli in shabby sono davvero idee creative per trasformare con poco una camera e dargli quel tocco di novità tramite lo shabby; un’impronta elegante, provenzale e country.
  44. Vittorio quali sono le ultime novità per lo shabby chic? Bella domanda, ma correttissima poichè le novità sono molte e continue, c’è un’evoluzione continua, ci sono un mix di gusti e tendenze che si sovrappongono dando luogo a tecniche e risultati sempre diversi e spettacolari. Ultimamente lo shabby lo si vuole personalizzato, non solo e sempre bianco ed avorio, ultimamente per esempio mi si chiede una porta in shabby sì, ma in lilla(lavanda), “con il lilla prevalente ed il bianco solo sopra  ad imitare le nuvole che lo lasciano intravedere”. Poi il Lettering si diffonde; è quel gusto di utilizzare lettere con caratteri diversi che dalle pareti è ricaduto sui mobili e lo shabby se ne è appropriato, per cui frasi scritte con calligrafia antica possono apparire sul mobile in shabby completando la personalizzazione. Da dove deriva?E’ la nuova frontiera dell’home decor e trae ispirazione dai graffiti e dalla street art. Sicuramente un tocco di lettering rende un mobile in shabby chic sia in contesto industrial, metropolitano, o essenziale e contemporaneo, molto più ricco di personalità, di carattere, diverso da tutti gli altri.
  45. E quei mobili molto consumati, più che shabbati, Vittorio che roba sono? Sono per molti un’ altra novità  il Delabrè. E’ uno stile, un gusto ed un effetto anticonvenzionale(letteralmente significa scrostato, rovinato, deteriorato, fatiscente) quasi l’evoluzione di quello che nella moda è il gipsy bohemien, che nell’arredamento ha dentro finta casualità, una certa trascuratezza, un aspetto invecchiato, non finito quasi a caratterizzare l’interno col valore aggiunto dell’evidente tempo che è passato. Questo effetto riguarda le pareti fintamente scrostate, macchiate, l’effetto craquelure, strati di tinte precedenti, ma anche i mobili e le porte, lampade e tavoli, sgabelli un pò arrugginiti tutti caratterizzati dal vissuto. Anche le porte ed i portoni vecchi ed antichi posso essere finiti e trasformati con gusto delabrè ed io lo realizzo personalizzandolo a secondo dei gusti e delle richieste del cliente.

COME RIUSO PORTE, PORTONI VECCHI ED ANTICHI, ANTE ED ANTINE?

 

  • Idee per il Riuso di Porte e Portoni Vecchi ed Antichi, Ante ed Antine in legno: di seguito Vi do’ alcune idee per rispondere alla domanda “cosa fare con una vecchia porta?”. Alcuni riusi creativi e riutilizzi alternativi di porte e portoni vecchi ed antichi rammentandovi anche che, in Europa(Germania, Olanda e Paesi Scandinavi) e negli Stati Uniti, la tendenza al riuso creativo di porte e portoni vecchi è molto più forte che in Italia:
  1. Portoni Vecchi ed Antichi, nati per l’esterno possono diventare splendide porte per gli interni e con qualsiasi finitura.
  2. Porte vecchie riusate come quinte di separazione in un’interno.
  3. Porte e portoni usati come tavoli; sostenuta da una struttura in ferro, una porta ad anta unica, oppure un battente di un portone, ben restaurato, può divenire uno splendido ed esclusivo tavolo. E se per caso non ha una superficie liscia, ma ha dei riquadri degradanti, potete metterci sopra una lastra di vetro. Per esempio…Ieri una coppia di splendidi ragazzi di Bologna, Magistrati, con il Loro bimbo, cercavano proprio una porta ad anta unica per questo utilizzo, e come sostegno cosa hanno ideato? Il più semplice, antico ed economico dei sostegni…: due cavalletti in legno! Le porte più adatte al riuso come tavoli, sono quelle porte vecchie che hanno una delle due facciate perfettamente liscia, come quelle porte antiche delle case di campagna, dette a “tagliere”.
  4. Una Porta ad anta unica o un’ unico battente di un portone da usare come testiera da letto originale? Sia legno a vista che verniciata e colorata, sia testiera posta in orizzontale, che in verticale, una vecchia porta o un portone vecchio o antico può diventare una esclusiva testiera di un letto; ma come può essere montata a muro? Vi consiglio di guardare i fissaggi da me forniti(e realizzati con i guerci originali della porta stessa) per il montaggio e fissaggio a parete; ben restaurata ed antica,  shabbata o solo vecchia, la testiera sarà splendida…. Peraltro singolari testiere o testate o spalliere(e per un’attimo mi allontano dalle porte…) si possono realizzare anche con altri manufatti antichi e pregevoli; guardate questi che erano i pannelli di un soffitto a cassettoni del ‘ 700, in castagno, intagliati a mano, diverrebbero in orizzontale, a parete, una testata da letto unica, irripetibile. Guardate questo battente di portone prima e dopo essere collocato come testiera, e pensate che ha fatto tutto da sola una mia cliente soltanto con le mie indicazioni! E l’ultima idea in fatto di porte antiche riusate e collocate come testiere da letto l’ho imparata da Carlotta di Reggio Emilia; Lei cercava non un battente di porta o portone da collocare a parete da una certa altezza in sù sopra il letto, no Lei cercava una porta ad anta unica molto larga, in modo che la stessa posta in orizzontale fosse appoggiata direttamente a pavimento con il letto appoggiato contro. Ed ancora…guardate queste 2 testiere da letto realizzate con battenti di portoni vecchi e collocate in 2 camere di un bed and breakfast, oppure questa testata da letto matrimoniale realizzata con uno dei 2 battenti di un portone antico per Giada e Alessandro con l’altro battente del portone antico restante restaurato ed in vendita. Ed ancora, sempre la precedente testata del letto di Giada, guardate come l’ha ambientata stupendamente!
  5. Sopraluce in ferro di un portone antico, usato come testiera di letto. Pulito, restaurato e verniciato, fissato alla parete può essere originalissima testiera da letto. Eccovi un’ altro esempio di una splendida ed esclusiva testiera realizzabile con questo sopraluce antico forgiato e battuto, molto ricco, completo di inziali (F ed A) e fiori intagliati, le misure sono 76(h)x 143.
  6. Una vecchia porta può diventare una splendida bacheca(magari in shabby), in un negozio, dove affiggere annunci scritti su bigliettini di carta e sostituire una lavagna richiamando l’attenzione(senza infilare chiodi nella parete…).
  7. Tableau de mariage(di matrimonio) o di cerimonia: originalissimo, per sintetizzare il tema del Vostro matrimonio ed evidenziare la disposizione ordinata degli invitati alla cerimonia ed i relativi posti a tavola; in questo utilizzo una porta vecchia o antica, anche non restaurata, solo pulita, è  una delizia…
  8. In una zona giorno, in sala, una porta vecchia posta in orizzontale sopra ai divani, al posto di un dipinto, non solo in un’ambiente rustico, ma anche e sopratutto in mezzo al moderno, in interior design moderni, minimal, essenziali! Un battente di un portone antico, ben restaurato, arreda, personalizza e contrasta emotivamente col moderno essenziale in modo molto esclusivo spendendo meno di un dipinto e nessuno poi potrà mai dirvi, come nel caso di una stampa” …è uguale alla mia !…”. Guardate che splendida scultura materica e naturale da inserire in interior design minimal per arredare che è questa parte di portone antico restaurato ed in vendita! 
  9. Rivestimento di una sola parete; si una parete di una stanza(non solo in casa, ma anche in un negozio) può essere agevolmente ricoperta di porte vecchie, più o meno usurate, come un collage, collocate tutte verticalmente o orizzontalmente, realizzate in Shabby o solo pulite ed al naturale. Immaginatevi una parete di un ristorante, di una boutique, o la camera da letto di una ragazza. cosi’ ” arredata “.
  10. Appena ristrutturata, una casa o un’appartamento, può dare la sensazione del “perfettino”, cioè dell’appena finito, un po’ del… troppo curato e poco vissuto, di molto plastico e poco naturale. Bene, una vecchia porta, un’antina, tolgono quella sensazione di nuovo ripristinando un calore vissuto a volte mancante.
  11. Un’altro modo per togliere quella sensazione di appena finito, di perfettino, plastico e spoglio, insomma per dare la sensazione di vissuto ad un’appartamento nuovo o appena ristrutturato, è questa…fissate dei vecchi chiodi nelle travi(di misure diverse e quelle tipici da travi anche un po’ storti), con angolazioni diverse e non molti, uno qua’ ed uno là. Ad uno di questi legate un pezzettino di una corda vecchia, un po’ consumata e macchiata, l’effetto è assicurato!
  12. Con una porta vecchia potete farci un mobile; come? avete un’angolo vuoto? bene, trovate una vecchia porta, apertura a tirare, in muratura o in cartongesso chiudete l’angolo lasciando la luce muraria per la porta. Avete realizzato un cantonale, uno stracanton(in bolognese) o se preferite un’angoliera, cioè un mobile angolare a triangolo.
  13. Proprio oggi una cliente molto creativa, mi ha chiesto informazioni, prezzi e misure, per una serie di oggetti: antine, stipi ed una porta. Tutti questi oggetti verranno collocati in una zona giorno su una parete creata ad hoc in cartongesso che li conterrà; in altre parole sara’ una parete-contenitore-credenza estremamente esclusiva ed arredativa al cui interno riporre di tutto.
  14. Una  parete mobile divisoria o un paravento; altro utilizzo creativo ed utile, sopratutto se in basso ci fissate delle rotelline che renderanno il paravento trasportabile…
  15. Una lavagna; si’ certo, prendete una porta a giorno( cioè col vetro) e sostituite il vetro con una lastra di ardesia (lavagna) ed ecco fatto!
  16. Una specchiera; certamente… prendete una porta a giorno ed al posto del vetro inserite uno specchio, oppure una porta ad anta unica cieca a due specchiature e togliete le due specchiature inserendo due specchi, uno sopra e l’altro sotto,magari shabbandola…Oppure ancora, prendete due persiane vecchie ed il relativo telaio, fate fare uno specchio a misura del telaio e poi shabbate il tutto. Questa sara’ una bellissima specchiera dovunque la mettiate…
  17. Vittorio, le Porte vecchie ed antiche ad anta unica o a due battenti per le stalle ed i portoni dei granai si possono, riusare come porte scorrevoli?  Certo! E’ un’altra fantastica idea per riusare in modo creativo, in particolari impieghi di tendenza, una porta invece nata per aprirsi solo a tirare o a spingere. Basta predisporre un’asta(guida) in ferro in orizzontale fissata in alto a muro, sulla quale far scorrere con le rotelline la nostra porta o il nostro vecchio portone. Da un punto di vista estetico-arredativo questa trasformazione da porta vecchia o antica(o da portone esterno vecchio o antico) a porta scorrevole(oltreché economico) è veramente esclusiva. Le porte vecchie ed antiche trasformate in scorrevoli, sono anche dette porte scorrevoli esterno muro e fanno tendenza.
  18. Ma dove trovo Vittorio il materiale necessario o KIT per trasformare la vecchia porta battente, in porta  vecchia scorrevole? Se volete trasformare una vecchia porta ben restaurata in porta scorrevole(per le foto vedi link in rosso al punto precedente) posso darvi il kit completo di tutto il materiale necessario alla trasformazione. Carrelli con 2 ruote( o 4 ruote) in acciaio zincato a perno filettato completi di due o quattro cuscinetti con fissaggio a vite. Guide normali con carrello e guide specifiche di varia portata a seconda del peso della porta vecchia tutte verniciate a mano nel colore preferito o anticate. Carrelli con 2 ruote(o quattro) e 2 o 4 cuscinetti , ma a staffa(i più usati). Inoltre posso fornirVi anche il sistema di fissaggio per porte scorrevoli in ferro forgiato artigianalmente, ma decisamente più costoso. Cosa è necessario sapere da parte mia per definire la possibile trasformazione di una vecchia porta in porta scorrevole? Due foto(fronte e retro della stessa porta, o portone vecchio). Spessore della porta. Larghezza della porta e della luce muraria o dello scorrimento voluto, per definire la lunghezza della guida, e peso della porta vecchia. Da ultimo il colore(lucido o opaco, nero, anticato, finta ruggine, colore della parete, ecc.ecc.) con il quale Vi vernicerò(a pennello, previo trattamento aggrappante per far meglio aderire il colore alla zincatura) i componenti del kit di trasformazione delle porte vecchie in porte vecchie scorrevoli, ed il gioco è fatto! A ciò vanno aggiunti i tappi in plastica nera da collocare alle estremità della guida, i fermi di sicurezza per garantire che la porta non possa mai uscire dalla guida, le orecchie(saldate) alla guida in numero di 2, 3, 4 o più in relazione al peso ed alla lunghezza della guida stessa ed il sistema che rende impossibile l’eventuale scostamento della porta dal muro se qualcuno la tirasse anziché farla scorrere, realizzato senza guida a pavimento.
  19. Quali porte vecchie ed antiche Vittorio si possono trasformare in scorrevoli? Generalmente tutte le porte antiche e vecchie non solo rustiche ed i portoni(esterni) che hanno certe caratteristiche; sia quelle a due battenti che  quelle ad anta unica e con la superficie posteriore(quella che dà verso la parete) prevalentemente liscia e non troppo spessa o rilevata da cornici ed elementi che aumentano troppo la distanza dalla parete stessa (anche se il problema in questi casi si risolve facilmente piegando le orecchie saldate sulla guida verso l’esterno). Due esempi di porte antiche restaurate collocabili come porte scorrevoli sono questi: porta fatta a mano rustica e quest’altra pure fatta a mano, una porta a tagliere con la parte posteriore costituita da doghe verticali e liscia. Per particolari impieghi sono in grado di adeguare la guida ad eventuali ostacoli presenti a parete saldando le orecchie esattamente dove è possibile il loro fissaggio a muro con tasselli(sempre in metallo ehhh!), oppure fornire le carrucole invece che singole(due ruote e due cuscinetti) in carrucole con 4 ruote e 4 cuscinetti, oppure ancora allungare le staffe delle carrucole secondo le necessità specifiche di ogni cliente.
  20. Anche le porte vecchie ed antiche a giorno si possono montare come scorrevoli? Sì certo anche le porte con i vetri possono essere montate come scorrevoli col mio kit, senza alcuna differenza nel montaggio e per esempio potreste chiuderci una cabina armadio in camera da letto con una porta a giorno scorrevole; Vi dò anche un’altra idea a tale proposito ed in linea con l’industrial style e con il minimal. Come potete vedere nel link precedente cliccabile, se volete che dalla zona giorno non si possa curiosare nella zona notte, al posto dei vetri potreste inserire delle reti in acciaio magari dipinte di nero opaco fanno molto stile industriale…    
  21. ” Ci fà vedere Vittorio l’effetto finale del Suo kit montato su una porta o su un portone vecchio o antico reso scorrevole…?” Certo, curiose e curiosi! Di seguito vi darò i link relativi ad immagini di porte scorrevoli in legno vecchio da interni; questo per esempio è un bel portone antico, di Roberta, nato e usato all’esterno per una vita e oggi montato all’interno per chiudere una nicchia murale e reso scorrevole col mio kit; la guida è stata su richiesta realizzata nel colore della parete. Altro esempio di kit fornito al cliente? Eccolo! è quello del Dottor Fabio, fornito nel colore richiesto e collocato in un’interno per un portone antico scorrevole molto e splendidamente consumato ed usato per occultare una nicchia nel muro; lo vedete nella versione portone scorrevole aperto(occulta un’altra porticina)  portone scorrevole chiuso. Altro esempio di porta da me trasformata in porta scorrevole è questo; una vecchia porta laccata, collocata come porta antica scorrevole, col mio kit, in un negozio arredato con porte e portoni vecchi ed antichi. La porta antica laccata restaurata e trasformata in scorrevole nella versione apertaE sempre a proposito di porte e portoni vecchi ed antichi scorrevoli…altra idea deliziosa è collocare tra cucina e zona giorno un vecchio portone a tre battenti di una cantina, oppure due porte ad anta unica vecchie o antiche, ma uguali, come queste due porte in noce nazionale e renderle scorrevoli, vedere per credere…Ne volete un’altro di esempio? Eccovelo…Valentina di Bologna ha, con due porte antiche restaurate e trasformate da me, realizzato ed arredato la Sua casina collocando le due porte antiche laccate(differenti tra loro) come scorrevoli col mio kit; guardate come stanno divinamente l’una davanti all’altra… con l’aggiunta dell’illuminazione di tendenza e con le pareti decorate realizzano un’interno suggestivo! Oppure ancora…un’altra porta molto antica (del ‘ 600) collocata come scorrevole in un’interior design moderno di tendenza minimalista che ha sostituito una porta scorrevole in laminato; guardate che effetto arredativo, che impatto, come cambia tutto strappandoci un sorriso! Questa peraltro è stata restaurata mantenendo, difendendo e conservando tutti i segni del tempo persino delle toppe in lamiera…Un’altro esempio di porta antica utilizzata come porta scorrevole grazie al mio kit, la potete vedere in questa galleria con relative foto della porta di prigione scorrevole restaurata e collocata e della guida realizzata nel color ruggine richiesto dal cliente. Ed eccovene ancora un’altra da farvi vedere….Questa era del ‘700 e mai avrei immaginato venisse montata e collocata come porta antica scorrevole ad esterno muro per la chiusura di un bagnetto ed invece… Ed ancora un’altra…Era una porta pubblicata come porta antica rustica fatta a mano ed Ilaria l’ha inserita, dopo avergliela allungata ed allargata, in un’appartamentino a Verona di stile moderno minimal, dove tutto è concesso e nulla è stabilito, dove questa porta coi colori naturali del legno chiaro, col montaggio tecnico quasi industrial della guida color grigio brunito che fà pendant coi battiscopa in metallo dello stesso colore, arrederà ed unirà scorrendo, non separerà.
  22. Vittorio il Suo kit di trasformazione di una porta vecchia o antica o di un portone vecchio o antico in porta scorrevole può essere usato anche su una parete in cartongesso? Se Lei volesse montare col mio kit le porte o i portoni vecchi ed antichi a filo muro esterno contro una parete in laterizio o in multistrato o lamellare, non avrebbe problemi; con una parete in cartongesso, il posatore(se la porta non è pesante) dovrà utilizzare tasselli specifici da cartongesso. Se invece si trattasse di portone, pertanto pesante, dovrà(il posatore) porre dietro alla parete un travetto(ben fissato e supportato) che ripartisca il peso e lo sostenga in quanto il cartongesso non è portante. Oppure porre dietro alla parete in cartongesso una barra in ferro vincolata a soffitto che sostenga il peso  senza gravare sul solo cartongesso. Con una parete in lamellare o in multistrato, che è una interessante alternativa che Vi propongo, essendo portanti, Lei risolverebbe il problema, la spesa sarebbe molto simile e gioverebbe di un maggiore isolamento termico ed acustico tra i due vani, oltrechè poter realizzare(come col cartongesso) qualsiasi finitura murale. Vi dò un’Idea ! Se per esempio Lei volesse l’effetto intonaco su multistrato, basta tinteggiarlo con una vernice granulosa ad “effetto intonaco”, che contiene granuli simili alla sabbia, del colore desiderato e sembrerà una normale parete intonacata ! E questa idea la potete realizzare da soli !
  23. Ci riesco da solo a montare la porta vecchia come porta scorrevole col Suo kit Vittorio? Se si ha una discreta manualità si può riuscire da soli, non c’è bisogno di un’artigiano o di uno specialista, ma alcune operazioni richiedono anche la sola presenza di qualcuno che Vi dia una mano, per cui Vostra moglie o la Vostra partner sarebbe l’ideale ! Unica cosa che dovrete fare o far fare, è la fresatura sotto alla porta della quale ho già parlato e parlerò e che serve a tenere la porta contro il muro.
  24. Quale attrezzatura mi serve per montare una porta antica come scorrevole col Suo kit Vittorio? Occorre premunirsi di livella, metro in legno pieghevole, metro flessibile, avvitatore, inserti per avvitatore, in alternativa all’avvitatore i cacciaviti, matita per segnare, trapano, punte per trapano da muro in widia, punte per trapano da legno o ferro, spessori in legno(pezzetti di legno o plastica di vari spessori), un calibro, un martello, un paio di pinze, tenaglie.
  25. Vorremmo provare a montare da soli una vecchia porta come scorrevole col Suo kit, ci spiega semplicemente come dobbiamo fare Vittorio? Proverò ad essere semplice…All’arrivo del mio kit che riceverete con la guida segata alla misura richiesta e, come le carrucole, già finita nel colore richiestomi, scegliete la facciata della porta da esporre a vista verso l’esterno del vano(il lato più liscio lasciatelo verso il muro); stendete su una coperta posta a pavimento la guida e la porta, prendete le carrucole e posizionate le carrucole complete di staffe forate, alle estremità della porta in alto sul lato interno della porta, qualche cm. prima della fine e dell’inizio della porta stessa ed equidistanti. Fate un segno a matita corrispondente ai fori delle staffe sulla porta e col trapano realizzate un pre-foro più piccolo del diametro della vite che intendete usare per fissare le staffe delle carrucole alla porta. Il pre-foro Vi garantirà che la vite non faccia crepe serrandola su legno e fissate in ogni pre-foro una vite che stringerà le staffe alla porta stessa. Fissate con le viti da legno le staffe, che potranno essere 2 ,3 o 4 in relazione al peso della porta(comunicatomi prima di ordinare il kit) ed al fatto che sia ad anta unica o a due battenti, inserite le ruote all’interno della guida e posizionate la porta davanti alla luce muraria preparata(che dovrà essere più piccola della porta). Spessorate con spessori in legno o plastica di 6 mm, uno a destra ed uno a sinistra a pavimento, la porta, ed appoggiateci sopra la porta stessa. Tenete o fate tenere la guida tesa verso l’alto sempre con la porta appoggiata sugli spessori, posizionandola correttamente in funzione della luce muraria anche in larghezza, ed in questa posizione segnate rispettivamente il muro in corrispondenza dei fori esistenti sulle staffe delle carrucole. In questi punti segnati sul muro, dovrete fare i fori, inserire i tasselli(magari in metallo) dentro ai fori, riposizionare la guida e serrare le viti. Se la porta dovesse essere troppo vicina alla parete e toccasse, perché il muro non è perfettamente dritto, dovrete inserire delle rondelle tra  staffe della guida e tasselli per spessorare la guida ed evitare che la porta tocchi il muro. Togliete gli spessori di 6 mm posti sotto alla porta e scegliete il punto più corretto, in relazione alla chiusura ed apertura della porta davanti alla luce muraria, per il posizionamento della staffetta che fisserete a pavimento con 2 piccole viti dopo aver forato il pavimento con punta da muro ed inserito i tassellini relativi. Ovviamente se si trattasse di porta o portone antico a due battenti, le operazioni sarebbero le stesse, ma dovreste fare più interventi perché avreste più carrucole e più relativi fori da fare sulla porta e sul muro. Inserite all’interno della guida alle estremità, rispettivamente a destra ed a sinistra, prima i due fermi regolabili con i gommini di fermo rivolti verso la porta e la vite in basso e stringete le viti, poi i tappi in plastica neri di chiusura. Il Vostro lavoro è finito e se per caso doveste avere dei problemi interpellatemi !
  26. Lei Vittorio dice che la parete potremmo realizzarla anche in multistrato anzichè in cartongesso e come si fà? Se non intendete avvalervi di un’artigiano, prendete le misure precise della luce che intendete chiudere; in relazione alla misura dei pannelli disponibili sul mercato acquistate i pannelli necessari già segati a misura da chi vende materiali per il bricolage o da rivenditori di legnami ed affini, per ottenere(anche affiancandoli se necessario) la misura voluta. Sempre dallo stesso rivenditore fatevi segare a misura dei quadrotti in legno(oppure degli angolari in metallo che troverete in ferramenta) che fisseranno da una parte il pannello con colla e viti e dall’altra il muro con i tasselli ed applicate questi quadrotti o angolari, ad angolo lungo tutto il perimetro dei pannelli, sulle due pareti ed a soffitto e se vorrete anche a pavimento. Quelli eventuali affiancati giuntateli con fasce dello stesso materiale incollate ed inchiodate, poi trattate con vernice granulosa ad effetto intonaco del colore desiderato ed il gioco è fatto! 
  27. Posso Vittorio usare e trasformare una porta vecchia o antica come porta scorrevole a interno muro, cioè inserirla nel cassone che ho giò (tipo Scrigno o Eclisse)? No, oppure… è molto molto difficile; questo perchè la porta scorrevole a interno muro deve essere CALIBRATA, cioè rispondere a misure precise di altezza, spessore e larghezza difficilmente realizzabili con una porta vecchia o antica. Se proprio volete una porta vecchia o antica per arredare la Vostra casa, tamponate il cassone o rimuovetelo e montatela a filo muro esterno.  
  28. E con un’anta, antina o con uno sportello vecchio o antico che posso farci Vittorio? Guardate quell’antone(grossa anta)antico in rovere, presente in ante, antine e stipi, come grande anta rustica. Con questa per esempio è possibile realizzare un’esclusivo scrittoio, anche rimovibile, nel senso che si può calare solo all’occorrenza e sostenerla con delle catenelle laterali. Oppure più semplicemente, create in muratura una nicchia in cucina o lungo una parete in sala o in un ingresso, oppure in bagno e chiudete la nicchia murale con l’antina vecchia ben pulita e restaurata, vedrete come arreda inaspettatamente! E non solo…Guardate come il Signor Raffaele creativamente ha riutilizzato un’antina antica per farci un tavolino in sala e come sia stato ispirato dal riusare un’anta o sportello antico come base, top o consolle di un lavabo da appoggio moderno oggi tanto di tendenza ! 
  29. Ma si può Vittorio se ho un’anta o uno sportello antico o un’antina rustica che mi piace molto, ma che è una antina piccola, trasformarla in una porta molto più grande? Certo! Come avrete visto questa è stata trasformata in porta della misura di 80×210; si può intelaiare, cioè collocare all’interno di un telaio che gli fà da contorno, cioè che la racchiude, realizzando la misura in altezza e larghezza voluta come porta. Il telaio avrà degli incastri fra montanti e traversi che saranno incollati, come pure l’antina sarà fissata al telaio di contorno con spine in legno incollate; l’intelaiatura potrà essere poi finita nel colore desiderato, cioè imitante la patina dell’antina, oppure con fiinitura diversa a piacere(laccata, shabby, ecc.ecc.). Sull’intelaiatura posizionerò i cardini per il montaggio a muro.
  30. Posso fare un’armadio con una porta vecchia o un portone antico? Si certo! Fate costruire o costruitevi un cassone, cioè il contenitore, quello che fungerà da armadio(magari in legno al naturale) e createlo a misura di una vecchia porta restaurata che userete per chiudere il cassone stesso. All’interno inserite una cassettiera economica in basso ed in alto il bastone appendiabiti; all’interno dipingetelo tutto in bianco ed all’esterno realizzate un colore che si adegui al colore della porta ed eccovi un’armadio esclusivo!
  31. Con una porta posso fare uno scrittoio? Si con una porta vecchia dotata di piedi e mensola si può agevolmente realizzare anche uno scrittoio e non solo! Proprio negli ultimi giorni una persona mi ha scritto inviandomi una foto con l’idea di cosa vorrebbe fare con delle porte: delle postazioni lavoro in un negozio di parrucchiere ed allo stesso modo potrebbe essere un singolare scrittoio.
  32. Con un portone posso farci una cassapanca? Certo! in un angolo di una stanza predisponete due muretti a L che fungano da appoggi per il battente di un portone antico(più sarà antico e consumato più sarà bello) che vincolerete a muro con i suoi guerci e bandelle originali a vista e che calato fungerà da coperchio favoloso per la cassapanca in muratura. In alternativa potreste utilizzare anche uno scuretto esterno ben restaurato. Anche questo battente restaurato di portone antico potrebbe diventare il coperchio di una cassapanca in muratura !
  33. Mensole o ripiani, posso farle con le porte vecchie? Certo! Trovate una vecchia porta, fatela segare in modo da ricavarne tavole della grandezza voluta; vanno bene anche degli scuri vecchi, puliteli, un trattamento antitarlo atossico e dopo averli carteggiati finemente, verniciateli con vernice trasparente atossica o trattateli con cera d’api vergine e fissateli a muro. Se servono per poggiarci sopra oggetti, saranno deliziosi anche se non saranno pari e lisce. Questi ripiani sono stati realizzati con vecchie tavole segate irregolarmente per mantenere e trasmettere quel sapore materico, usurato, antico, di oggetto poco toccato, poco modificato, il più possibile povero e vero. Le stesse mensole “antiche” restaurate e collocate in un negozio di gioielli, fissate su porte vecchie e portoni vecchi restaurati ed usate per esporvi i preziosi.
  34. Posso fare una cassapanca con un battente di una porta Vittorio? Certo! Trovate un battente importante di una porta antica e, come per questo battente di porta marchigiana del ‘ 700, fate sezionare il battente in due parti simmetriche; fate costruire uno scafo(intelaiatura) rettangolare in legno anche povero e cieca lateralmente, sia a destra che a sinistra. Una parte del battente diverrà la seduta vincolata posteriormente e reclinabile, l’altra, la fisserete frontalmente sul telaio come rivestimento dello stesso, ed eccovi la cassapanchina ottenuta da un battente di porta antica
  35. E un vecchio(o antico) banco da lavoro da falegname Vittorio? Spesso cercate i vecchi banchi da falegname e mi chiedete di restaurarli per farli diventare di tutto! Tavoli da pranzo, tavoli da lavoro in cucina, piani da cucina, piani al posto di top o penisole, insomma in linea col revival del fai da te, oggi i banchi da lavoro hanno acquistato un grande fascino sia in shabby chic naturale che in stile industrial chic style, cioè in quello stile materico, metallico, urbano, contemporaneo delle fabbriche dismesse di Manhattan. Proprio in industrial chic ho restaurato da pochissimi giorni e ultimato, questo banco fine ‘700- primi ‘800 che potete valutare e vedere in questa specifica galleria ambientato in una cucina, oppure nella versione fotografica classica e romantica di banco vintageOltre che restaurarli qualche banco da falegname antico è in vendita..
  36. Che porta uso Vittorio come porta della cucina, in un ristorante o a casa ? Ultimamente il cliente(come l’ospite) non si accontenta di trovare il solo prodotto, una buona cena… sempre più cerca anche il contesto “carino”, l’arredamento creativo, singolare e questo vale anche per l’interior design abitativo. Una porta di cella di un carcere restaurata, massiccia, forte, potente, col suo spioncino, un vero e proprio locale segreto, quasi a mostrare che lì, solo lì in cucina avvengono le grandi alchimie da difendere e proteggere, sarà di sicuro effetto… Riuso puro, oggetto di antiquariato, escusività e creatività, e montaggio di tendenza come scorrevole ! Guardate queste due porte di carcere(ancora da restaurare) ed immaginatele collocate come porte scorrevoli dopo essere state allungate e restaurate, nessuno potrà dire di avere una porta della cucina come la Vostra! Ma non solo…e in un ristorante affiancate come porte rispettivamente delle toilette delle donne e degli uomini? E …che ne dite di utilizzarle come portone di masseria o trullo in Puglia? Vi faccio vedere una porta di cella restaurata per un mio cliente ed ambientata
  37. Vittorio ho sei pannelli vetrati, non si tratta di un manufatto antico, ma a me piacciono molto, mi piacerebbe utilizzarli come pannelli scorrevoli per chiudere una cabina armadi, Lei potrebbe allungarli e secondo Lei come scorrevoli viene un bel lavoro? Certo, l’allungamento posso farlo sicuramente fornendole un preventivo prima, poi con il mio kit Lei può rendere scorrevoli i Suoi pannelli raso muro, cioè a filo muro esterno, cosa che non è realizzabile a filo muro interno in quanto per lo scorrevole tipo scrigno i pannelli devono essere calibrati ed hanno misure e spessori specifici a meno che non si facciano modifiche molto invasive.
  38. Vittorio vorrei mettere un portone antico e una vecchia credenza in giardino come arredo esterno(outdoor) come trattarli? Per arredare il verde è piacevole tirar fuori dalla soffitta un vecchio portone e collocarlo all’esterno, e stessa cosa si può fare con una vecchia credenza; certo sopratutto la credenza non nasce come mobile esterno e sottoposta agli ultravioletti, al freddo, al caldo ed all’acqua si rovinerà, ma se per la buona stagione volete arredi, potete fare così. Pulite bene il portone o la vecchia credenza con alcool, poi acquistate un prodotto specifico oleoso(in genere a base di olio di Tung ed altri oli naturali) e datelo copiosamente con un pennello dappertutto abbondantemente. Aspettate i tempi prescritti di asciugatura e fate questa prova…una goccia di acqua resta sul legno o viene assorbita? Se viene assorbita dovete impregnare ancora con una o due mani sino alla completa impermeabilizzazione. Poi acquistate della cera d’api vergine cremosa, possibilmente senza solventi tossici come la trementina(nociva per ingestione ed inalazione)  e datela copiosamente dappertutto; la cera d’api ha un un componente naturale il propoli  che le conferisce proprietà antibatteriche ed antimuffa oltrechè rendere il supporto idrorepellente. Date la cera due o tre volte l’anno e strofinate leggermente con un panno morbido che non rilasci pelucchi, il tutto in ambiente riscaldato altrimenti col freddo sarà più faticoso strofinare con il panno. Stesso dicasi per l’olio, ad ogni stagione ripetere il trattamento.