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Ott 01

PORTE VECCHIE ED ANTICHE, NON SOLO COME PORTE! PER FARE AMBIENTE…

Chiunque oggi ristruttura (ma anche chi edifica…) non si “fa” mancare una porta vecchia o antica, perché?

Molte le ragioni e tutte valide; c’è chi usa la vecchia porta restaurata bene, per dare un tocco di rusticità agli interni.
Chi con una porta antica cerca di rimuovere quella sensazione di nuovo, di perfetto, di appena finito e ristrutturato agli ambienti stessi.
Chi con una bella porta vecchia in castagno tende ad incrementare quel senso di vissuto, di caldo, di antico, di emotivo che una porta nuova non trasmette.

C’è poi chi con la vecchia porta ben restaurata, ed alla luce del riuso creativo e del riutilizzo intelligente, si diverte a realizzare un tavolo, una singolare ed esclusiva testiera di letto, una quinta di separazione tra ambienti, la chiusura di una cabina armadio, il piano di seduta ancorato a muro con catene come una panca, o chi ci arreda una parete, collocando sopra ai divani, in orizzontale, un battente restaurato di un’antico portone.

Moltissimi gli impieghi e sempre più frequenti gli utilizzi inaspettati, creativi, per molti versi deliziosi e singolari!

L’importante però è sempre far sì che queste porte vecchie ed antiche o questi portoni vecchi ed antichi, siano restaurati a regola d’arte.

Come fossero mobili antichi vanno trattati con attenzione; un’attenzione per loro in quanto oggetti di antiquariato e per Noi, cercando di evitare nei relativi restauri, l’uso di sostanze non naturali, solventi ed altre sostanze tossiche.

Evitando altresì che i fori, le fessure o gli squarci (che peraltro debbono restare come segni che denotano il tempo trascorso e l’originalità del manufatto) non vengano chiusi, come fanno spesso restauratori della domenica, con grossolane stuccature invece che con pezze in legno modellate adeguatamente.

Poi Vi dirò… una porta antica non può in termini di finitura, se legno a vista, che essere finita a gommalacca e cera d’api vergine… Ma vediamone alcune…
Cominciamo dalla foto 1; si tratta del solo battente di una porta, prima del restauro, porta che veniva usata anche come porta esterna (portone).

Fig. 1 e 2

È detta anche Salvator Rosa e prende il nome da questo importante e poliedrico artista del Seicento per via della cornice molto aggettante; della fine del ‘600, tutta in noce nazionale è semplice e sobria. Nella foto 2 vedete la porta completa a due battenti, dopo il restauro e la finitura a sola gommalacca, cera d’api e cera carnauba.

Tutti gli interventi (falegnameria, antitarlo e finitura) sono stati eseguiti solo con sostanze naturali ed atossiche.

La porta è deliziosa, elegante, lineare, semplice, ma sobria e sarebbe l’ideale come porta di una cucina che da su una sala.

La foto 3 si riferisce ad una piccola porta di un bagno in un sottotetto. In questa ristrutturazione effettuata per clienti inglesi, si sono volute salvare e ricollocare tutte le porte originali, ed anche se in pessimo stato, sono state tutte restaurate e riportate a nuova luce.

Foto 3 e 4

Questa era in abete, molto povera e non è stata finita legno a vista, ma laccata a pennello, in tinta avorio con colori naturali, poi anticata, realizzando così il finto sporco e la finta usura del colore. Come elemento di contrasto ho realizzato un filetto a foglia d’oro sulle cornici.

Foto 5 e 6

Le foto 5 e 6 si riferiscono ad una vecchia porta rustica, poverissima, una di quelle che c’erano nelle vecchie case di campagna, in abete, completamente restaurata, finita a gommalacca, che pur nella sua semplicità è una porta di grande forza di arredo! Immaginatela come porta di una cucina o di una dispensa, sarebbe deliziosa, pur nella semplicità.

 

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