Banco antico

Un banco restaurato da Portantica arreda negozio di fiori

Banco antico del ‘700 restaurato arreda negozio di fiori

Banco antico da lavoro

Stò restaurando un bellissimo banco antico da lavoro molto particolare. Era infatti il banco di un mastro bottaio, cioè il banco usato da un falegname che faceva botti, tini e barili. E’ in quercia, probabilmente almeno della prima metà dell’800. Spessore di 15 cm, una unica fetta segata e ricavata da un tronco. Ha la particolarità di avere una sede laterale aperta nella quale erano poste le doghe per trattenerle ferme durante la produzione delle botti. E’ stato tutto pulito, trattamento antitarlo e anti acaro del tarlo atossico Presidio Medico Chirurgico. Tutti gli interventi di falegnameria necessari, disinfezione, deodorazione e finiture. Si finiture, poichè saranno due, la prima a gommalacca e la seconda impermeabilizzante atossica ad acqua, trasparente ed opaca. Dove sarà collocato? A fare da isola in cucina? O in un ristorante per essere impiegato come tavolo di servizio magari per farne servizio al buffet?

Questo è un altro banco antico restaurato e venduto che arreda la cucina di una casa nella campagna romana. Quello che vedete nella foto è un banco da falegname antico restaurato e venduto che arreda un negozio di fiori a Vignola.

 

Se vorrete, potrete avere altre notizie e vedere le immagini del banco antico in fase di restauro.

Come restauro i banchi antichi da lavoro

Il restauro dei banchi antichi da lavoro e da falegname

Come per i mobili antichi, il restauro di banchi antichi da lavoro può essere praticato in molti modi, ognuno ha la Sua formazione, esperienza, ed abitudini. Partendo dalla mia formazione che è quella del restauro classico conservativo dei mobili antichi, anche per gli antichi banchi da falegname, il rispetto dei segni del tempo, dell’usura, della patina, sono fondamentali. La pulitura del banco antico da falegname è la prima fase, importantissima. Pertanto, aspirazione, profonda detersione del banco da falegname senza sostanze tossiche, senza solventi ne sverniciatori, non una pulizia tossica. Nessun tensioattivo di sintesi, ma solo vegetali, solo sostanze atossiche. Non lavo il banco con l’acqua e la idropulitrice, perchè l’acqua ed il legno non vanno d’accordo. In primis perchè l’umidità crea l’habitat ideale per l’attacco batteriologico da parte di insetti xilofagi (tarlo ed acaro del tarlo). Poi perchè l’acqua è assorbita e si infila fra le microfibre della cellulosa nella parete cellulare del legno, e questa acqua fa si che la parete cellulare si espanda, portando all’ingrossamento del legno con gonfiore ed imbarcamento, cioè curvatura delle tavole. Proseguo con una potentissima disinfezione del banco da lavoro rimuovendo tracce di terra, vernice, smalti, grassi, aiutandomi con il bisturi ed utilizzando sostanze disinfettanti per ridurre la presenza di agenti patogeni, distruggendone o inattivandone una quota rilevante. Eseguo il trattamento antitarlo e antiacaro del tarlo atossico( Presidio Medico Chirurgico). Poi ancora la deodorazione del banco, fase importantissima! Non si può tenere in casa, magari in cucina, un banco da lavoro che puzza di olio combustibile o di grasso. A questo aspetto attribuisco, dati i casi vissuti da miei clienti ed a me raccontati, una assoluta importanza e lo garantisco per tutti i banchi da me venduti o restaurati! Sgrassare, sgrassare ed ancora sgrassare, soprattutto se si tratta di un bancone da lavoro che proviene da un’officina. Poi falegnameria rifacendo le parti rotte o mancanti, ma con la stessa essenza e non cambiando parti se si possono salvare quelle coeve. Allungamenti delle gambe. Lisciatura senza abrasivi a grana grossa, nè levigatrici, solo manualmente. Nessun impregnante! Le parti metalliche non le carteggio e non rimuovo l’ossidazione cioè la ruggine. Le pulisco, fisso la ruggine, ma non la tolgo, il banco antico non deve diventare…nuovo. Non vernicio le parti metalliche, battute e fucinate, con vernici metalliche o micalizzate. Due finiture, solo a pennello, con la gommalacca prima, poi una seconda ad acqua trasparente opaca in più mani. Dimenticavo, tanto, tanto olio di gomito che non si compra e tanto amore per il restauro di antichi banchi da falegname.

Banco antico da lavoro in legno

Banco antico da lavoro in legno, restaurato

Questo banco antico da lavoro in legno che ho venduto al Signor Luigi è stato completamente restaurato e finito. Pulizia accurata, disinfezione assoluta senza sostanze tossiche, ma solo naturali. Importante deodorazione interna ed esterna. Tutta la falegnameria, allungamento dei piedi trovando il modo di nascondere detti allungamenti. Finitura, la prima a gommalacca e la seconda ad acqua atossica professionale in più mani ed opaca. Anche allargamento del piano, perchè nel caso si volesse, si può fissare una tavola già predisposta per il montaggio. Il banco antico andrà ad arredare la cucina del mio cliente.

 Se vorrete vedere foto e leggere di più di questo intervento potrete riferirvi alla pagina del banco antico da lavoro in legno restaurato

Banco antico lavoro

Altro bel banco antico da lavoro

Ancora da restaurare, cioè in patina originale, presenta anche questo banco antico da lavoro alcune particolarità. Un vano, per esempio sul piano, dove si teneva un piccolo incudine. Probabilmente era il banco di lavoro di un calzolaio o ciabattino. Altra stranezza di chi lo ha voluto e concepito è la forma. Sì la forma riprende quella del tronco. Come il tronco della pianta è più largo in basso e man mano che si và verso la punta si assottiglia. Il piano è stato fatto rispettando la forma dell’albero. Il banco per servire agli amici un fritz.

Se vorrete, potrete leggere e vedere le immagini del banco antico da lavoro

Antico portone esterno arreda interni

Come un portone antico molto materico può arredare un interno classico.

Alessandro per il Suo casale ristrutturato a Bracciano ha voluto questo portoncino antico. La caratteristica importante di questo antico portone è la materia(cioè il legno ed il ferro) nel suo aspetto più consumato, usurato naturalmente ed unicamente dal tempo, dal vento, dall’acqua, dal freddo e dal caldo. Per questo lo definisco portone materico. Il restauro in questi casi è esasperatamente conservativo, senza apporti personali, senza abbellimenti, salvaguardando il più possibile tutto ciò che trovo. Segni, mancanze, sfumature, chiodi, devono essere il valore aggiunto. Ed anche stavolta credo di esserci riuscito. Tanto più che Alessandro lo ha collocato in un interior design molto classico, camino antico in peperino, quadri antichi, i famosi divani antichi con il capitonnè(Chesterfield), eppure il contrasto tra antico classico e curato, con il portone antico materico ed usurato è decisamente arredativo ed esclusivo.

 

Se vorrete, potrete leggere e vedere le immagini dell’intervento di restauro del portone antico esterno arredo interni

Vecchia porta fatta a mano

Vecchia porta fatta a mano; il suo restauro

Un mio cliente che stà ristrutturando un antico casale in provincia di Modena, tra le tante porte vecchie ed antiche che ha trovato nel casale ne ha alcune pregevoli. Quelle pregevoli sono soprattutto quelle fatte a mano. Tra queste ce n’era una, questa della quale Vi parlo, che era verniciata con più mani di vernice di vari colori. Inizialmente si pensava di rilaccarla poi il cliente decise di restaurarla con la finitura legno a vista. Non era fatta con un’essenza lignea, cioè un legname, importante, ma in abete, ma con qualche trucco sono riuscito ad impreziosirla. Innanzitutto una attenta pulizia meccanica a bisturi per rimuovere le particelle di vernice ancorate nei fori dei tarli. Poi disinfezione e lisciatura attenta senza rimuovere i segni prodotti dall’uomo e dal tempo. Inoltre per far risaltare il carattere rustico e manuale una evidenziazione cromatica dei nodi e delle cipollature. I chiodi fatti a mano, uno diverso dall’altro, puliti, uno per uno. La finitura, dopo le stuccature, a gommalacca. Da ultimo un intervento di opacizzazione, perchè attualmente le finiture lucide sono apprezzate solo per mobili e porte non rustiche. La porticina antica fatta a mano senza l’ausilio di macchine, è pronta per essere collocata ed arredare.

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Antica porta cella ha chiuso cantina

Chiudere cantina con antica porta di cella

Rispondo con questo articolo anche alla richiesta di alcuni clienti che mi chiedono di vedere come è diventata l’antica porta di cella. E’ stata restaurata per i miei clienti di Modena ed usata per chiudere la cantinetta dei vini. Ebbene, adesso sono in grado di mostrarvi attraverso varie foto le varie fasi che hanno portato alla porta antica restaurata com’è oggi. Una porta di cella restaurata che arreda l’interno moderno e minimale della Loro casa. Soprattutto il suggerimento di rivestire l’allungamento con lamiera vecchia ed arrugginita e pulita è stato molto apprezzato. La stessa lamiera vecchia è stata trattata con attenzione e fissata ed ha reso l’allungamento come fosse coevo ed originale. Tanto più che la lamiera è stata fissata anche con chiodi antichi fatti a mano. Inoltre la lamiera vecchia arrugginita ha fornito un tocco di industrial style che attualmente riscuote molto successo con i clienti. 

Se vorrete, potrete leggere e vedere le immagini dell’intervento di restauro della porta antica di cella che chiude cantina

Porta antica chiodata laccata

 

Elena quando è venuta a trovarmi ha scelto questa porta antica chiodata e laccata per arredare il corridoio della Sua casina che stà ristrutturando. C’era un problemino in quanto questa è nata ed è stata sempre usata per aprirsi a spingere mentre Lei aveva bisogno che si aprisse a tirare. Ma con un piccolo artifizio gliela ho fatta aprire come desiderava. Ho pubblicato la foto della porticina già collocata anche se gli interventi non sono terminati. Non è ancora stata completata la decorazione di contorno della porta stessa con il colore ed un filetto. Insomma la vedrete ancora meglio anche dopo quando sarà “vestita”.

Se vorrete, potrete leggere e vedere le immagini dell’intervento di restauro della porta antica chiodata laccata

 

Porta vecchia fatta a mano in radica di castagno e pioppo

Rara porta fatta a mano da un contadino e credo di aver detto tutto. Tavole segate a mano, non piallate e assottigliate con la sgorbia. Piena di nodi, cipollature e soprattutto fatta con le parti meno belle del tronco, quelle vicino alle radici, durissime. Parti che trattandosi di pioppo e castagno erano non importanti, erano considerati avanzi, ed anzichè bruciarli hanno pensato di utilizzarli così. Quegli scarti di legname oggi impreziosicono questa porta antica rendendola rara per la radica che, senza immaginarne il valore, usarono. Chiodi fatti a mano e pertanto irregolari ed ognuno diverso dall’altro. Poi la patina del pioppo e del castagno, l’irregolarità contorta della superficie ed i suoi colori fanno il resto. Vorrei vederla arredare un interno moderno montata come scorrevole raso muro. 

Se vorrete, potrete leggere e vedere le immagini dell’intervento di restauro della porta vecchia fatta a mano in radica di castagno e pioppo.

Da pannelli antichi soffitto ad antine

Da alcuni pannelli antichi di soffitto a cassettoni, intagliati a mano, ho per questa mia cliente, ricavato tre antine. Chiuderanno tre nicchie ricavate nella struttura in carton gesso che contorna un mio portoncino antico restaurato dato alla medesima cliente. Nella ricomposizione dei vari pannelli ho cercato di riproporre il motivo classico e neo classico della losanga in modo fossero il più possibile simili e coerenti tra loro. Tutte in castagno, dopo essere state connesse e portate a misura sono state finite a gommalacca come il portoncino antico a punta di diamante.

Se vorrete, potrete vedere altre immagini dell’intervento di trasformazione dei pannelli antichi di soffitto a cassettoni in antine.